Scuole Agazzi. Botta e risposta tra l’opposizione e l’assessore Rosanna Cardia

PISA – Botta e risposta tra Olivia Picchi, vicepresidente della Terza commissione permanente Gruppo Pd e l’assessora alle politiche socio educative Rosanna Cardia riguardanti le scuole Agazzi.

COMUNICATO PD. “Subito dopo avere appreso la notizia dai giornali delle chiusura della scuola Agazzi ci siamo attivati per avere un incontro in commissione culturale con l’Assessora Cardia per capire quali sono le motivazioni che hanno portato a tale scelta. Una scelta di cui nessun consigliere, neppure quelli di maggioranza, era informato, non una parola in sede di approvazione del Bilancio (nè in consiglio nè in commissione), sede in cui ogni assessore è chiamato ad esprimersi oltre che sulle risorse a disposizione anche sulle scelte strategiche che un’amministrazione vuol portare avanti. Dopo il Question Time presentato da Diritti in Comune abbiamo chiesto la convocazione dell’assessora in 3° Commissione chiedendole anche l’audizione del comitato di gestione della scuola. Abbiamo chiesto la convocazione con carattere di ugenza vista l’imminente scadenza delle iscrizioni. Ci è stato risposto che l’Assessore che l’assessora è disponibile solo dal 1 di febbraio, quindi ad iscrizioni già chiuse e che comunque incontrerà sempre in quei giorni il comitato di gestione della scuola e i Sindacati e non meglio definite “altre realtà coinvolte”. Lo riteniamo un fatto grave, non solo l’Assessora Cardia snobba la commissione e non ritiene utile un confronto con i consiglieri di maggioranza e di opposizione ma prende in giro anche i cittadini, i genitori e le insegnanti. A cosa può servire un confronto a giochi ormai chiusi? E’ un atteggiamento grave di questa maggioranza che si conferma sempre più chiusa in se stessa, isolata dalle realtà cittadine e poco incline al confronto in ogni campo. Una scelta incomprensibile anche alla luce dei numeri che interessano la scuola Agazzi. Innegabili le ripercussioni negative legate sia all’interruzione dell’esperienza didattica, sia in merito ai servizi alle famiglie, tenuto conto che la scuola, soprattutto in quartieri periferici, costituisce un presidio essenziale di coesione sociale e centrale nei processi di riqualificazione urbana delle periferie. Per è luogo scelto da molti “fuori sede” per studio, ricerca e lavoro. I servizi alle famiglie dovrebbero semmai essere potenziati anzichè ridotti. Si è preferito un vigile ad un insegnante, una telecamera ad un progetto didattico, un’ordinanza all’investimento sulle future generazioni. Una logica di contrapposizione inspiegabile visto che grazie alle risorse straordinarie resesi improvvisamente disponibili non era necessario neppure scegliere. Allora significa che c’è una volontà politica chiara di colpire il settore della cultura e dell’educazione? Chiediamo quindi al Sindaco di venire lui urgentemente in commissione la prossima settimana a riferire, mentre da parte nostra ci attiveremo in tutte le sedi perché la giunta torni indietro di questa decisione e la sezione venga riattivata per il prossimo anno scolastico”.

LA RISPOSTA DELLA CARDIA. “Attorno alla questione Agazzi – commenta l’assessore alle politiche socioeducative del Comune di Pisa Rosanna Cardia – si è creata una strumentalizzazione politica e un allarmismo del tutto immotivato, se non addirittura pericoloso proprio perché le opposizioni vogliono fomentare mal contenti pretestuosi laddove non ce ne è bisogno. Si ribadisce che la non attivazione della classe dei 3 anni alle Agazzi non è presagio di una volontà di chiusura di quella scuola, bensì è frutto di una valutazione ben ponderata in considerazione dei flussi demografici, della realtà del territorio e delle risorse scolastiche. I genitori di bambini di 3 anni potranno iscrivere i loro figli alle scuole competenti per territorialità, quelle dell’IC Tongiorgi, e in questo caso è stato previsto il punteggio aggiuntivo se hanno un altro figlio iscritto alle Agazzi e inoltre si dà la possibilità, su richiesta, di iscrivere gli eventuali altri fratelli o sorelle alla stessa scuola. In queste scuole del territorio che sono la Manzi di Gagno, le Ciari e Parmeggiani di Porta a Lucca e la Perodi di San Francesco, sono disponibili un numero adeguato di posti per accogliere tutti i bambini di 3 anni del territorio in situazioni di classi miste e classi omogenee, realtà diverse ma tutte con elementi di elevato valore pedagogico-educativo. Anzi, la percentuale del numero di offerta di posti per l’IC Tongiorgi (90) in proporzione ai nati nel 2016 (97), cioè per i bambini in età di prima iscrizione alla scuola, è la più alta tra tutte le realtà del nostro territorio. Che io mi si sia “rifiutata” di rispondere a momenti istituzionali di confronto è una pura menzogna: di fatto ho risposto al question time nella seduta del consiglio comunale del 15 gennaio u.s., ho subito accordato un incontro con il Comitato di Gestione delle Agazzi che avverrà Lunedì 21 e per Martedì 22 è in programma un incontro con le RSU. A ciò si aggiungono contatti informali avuti anche con il Comitato del quartiere I Passi a cui non ho mai negato la disponibilità di confronto e ascolto. Ribadisco inoltre che la scelta di non attivare una classe alle Agazzi non è necessariamente materia da condividere né in commissione né in consiglio comunale, lo sarebbe invece se ci fosse stata la volontà, o il progetto, di chiudere quel plesso. Infine, questa scelta non mette a rischio nessun posto di lavoro, piuttosto rappresenta una sinergia con lo stato e assicura il servizio senza alcuna ripercussione negativa né sulle famiglie né sul territorio né, tanto meno, sullo sviluppo e la crescita dei bambini”.

 

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