SdS. Progetto APE: 1,5 milioni di euro di Fondi Regionali da ripartire tra i vari Comuni

PISA – Il perdurare dell’emergenza sanitaria nel corso dei recenti mesi invernali e di inizio primavera non ha fatto che acuire quelle che erano le difficoltà – in buona parte altresì pregresse al lockdown di inizio marzo 2020 – di alcuni nuclei familiari del nostro territorio, ed è pertanto che giunge quanto mai gradito il “Progetto APE” portato avanti dalla Società della Salute Pisana, grazie al quale si sono ottenuti 1,5 milioni di euro di Fondi Regionali da ripartire tra i vari Comuni del circondario, iniziativa che si è tenuta venerdì 18 giugno sotto le Logge di Banchi a Pisa, alla presenza della Dr.ssa Gianna Gambaccini, Presidente della Società della Salute, nonché dei vari assessori dei comuni beneficiari del progetto.

di Giovanni Manenti


APE non è altro che un acronimo che sta per “Azioni Proattive di Emergenza“, quale è appunto quella derivante dal prolungarsi della pandemia causata dal Covid-19, e che sta mettendo a dura prova la resistenza da parte dei soggetti più fragili, sia dal punto di vista strettamente economico, che parimenti sotto l’aspetto sanitario, intendendosi per quest’ultimo coloro che soffrono delle più varie forme di disabilità e che, pertanto, necessitano di attività socio-assistenziali ed educative a domicilio.

Ecco, quindi, che la citata somma di 1,5milioni di €uro stanziata – ed ottenuta grazie al progetto presentato sull’avviso pubblico Por-Fse 2014-2020 della Regione Toscana – ha come destinazione finale tre distinte fasce di utilizzo, vale a dire 773mila euro (di cui oltre 300mila per il Comune di Pisa, ndr …) quale contributo economico a favore dei nuclei familiari in difficoltà con il pagamento dei  canoni locatizi; 193mila euro sotto forma di interventi tesi al contrasto della povertà alimentare ed, infine, 521mila euro a fronte azioni di supporto educativo e socio-assistenziale a domicilio.


Al centro la presidente della SdS Gianna Gambaccini

Una indubbia boccata d’ossigeno per chi si trova a convivere con situazioni di indubbio disagio, come sottolinea la ricordata Presidente della Società della Salute, Gianna Gambaccini: “La pandemia ha purtroppo creato un’emergenza sociale di pari passo con quella sanitaria, così che la Società della Salute ha partecipato a fine dicembre 2020 ad un Bando regionale alimentato da Fondi della Comunità europea che le ha consentito di ottenere un contributo complessivo di ca. 1,5milioni di €uro a fronte di tre diverse forme di assistenza, vale a dire una prima sotto forma di contributo affitto, che sarà direttamente gestita dai singoli Comuni, mentre la seconda si sviluppa attraverso l’erogazione di Buoni Alimentari per i quali gli Uffici della Società della Salute stanno lavorando, in collaborazione con il terzo settore ed, in particolare, con la Caritas diocesana, per definire i relativi beneficiari che devono appartenere ad una fascia di età fra i 18 ed i 45 anni, e la terza, infine, rappresenta quella di maggiore pertinenza della Società della Salute in quanto si tratta di interventi diretti mirati a favore di soggetti e/o nuclei familiari già dalla stessa seguiti per quel riguarda problematiche di tipo socio-assistenziale“.

Quale portavoce dei rappresentanti dei vari Comuni presenti, è Lorenzo Del Zoppo, Vicesindaco del Comune di Vecchiano, il quale tiene ad evidenziare: “Questo progetto determini una molteplicità di positive ricadute sul territorio, visto che lo stesso si ripartisce in tre distinte forme di sostegno all’affitto, contributo di tipo alimentare per i beni di prima necessità ed una parte, più specifica, a favore di chi già soffre di disagi educativi e/o socio assistenziali, il che mi permette di sottolineare come si tratti di un ampio spettro di azioni di cui i Comuni,sia quelli più piccoli, ma anche di dimensione media, hanno pur sempre bisogno, come la pandemia ha evidenziato in termini esponenziali ed anche se Vecchiano è un Comune piccolo, dove sono ancora presenti la rete familiare, le amicizie ed il volontariato, dobbiamo purtroppo registrare delle situazioni, e non sono poche, in cui emergono questi bisogni oggetto dell’intervento da parte della Società della Salute, poiché quanto sinora fatto con le nostre risorse autonome, assieme a quelle statali, si è dimostrato insufficiente a far fronte alle richieste avanzate dai cittadini. In quest’ottica, conclude Del Zoppo, è stata fondamentale la veste della Società della Salute quale Coordinatrice del progetto APE, poichè è fuor di dubbio che, ogni qualvolta vi sia un intervento ad ampio respiro come quello in esame, occorre altresì la sovrintendenza da parte di chi abbia al proprio interno delle strutture amministrative – intese per tali capacità organizzative, di progettazione e rendicontazione – adeguate, cosa che il singolo Comune non sarebbe in grado di garantire“.

By