Secondo trimestre 2012: cala il potere di acquisto

PISA – I dati relativi al secondo trimestre 2012 non portano buone notizie per il commercio al dettaglio in Provincia di Pisa. Ad affermarlo è la consueta indagine trimestrale condotta dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Pisa.

Il timore di perdere il lavoro, la diminuzione del potere d’acquisto di salari e stipendi ed il previsto aumento della pressione fiscale portano ad una maggiore cautela sul versante della spesa contribuendo all’ulteriore contrazione delle vendite al dettaglio che, dopo il momentaneo rallentamento della caduta registrato a inizio 2012, fanno segnare a Pisa un -5,8%. A questo proposito non è di particolare consolazione registrare come, tanto a livello nazionale quanto regionale, i dati siano decisamente peggiori con cadute delle vendite dettaglio pari, rispettivamente, al 7,5% e al 6%. Considerando le diverse tipologie di struttura distributiva, il secondo trimestre del 2012 fa segnare un vero e proprio tracollo per le medie strutture (6-19 addetti) con una caduta tendenziale delle vendite nell’ordine dei dieci punti percentuali (-9,7%).

Tale risultato, veramente molto negativo, conferma la crisi della media struttura pisana che a partire dal secondo trimestre del 2011 continua a registrare performance peggiori rispetto alle piccole strutture commerciali (1-5 addetti): -5,9%. Anche le strutture con oltre 20 addetti fanno segnare una contrazione (-2,5%). Il dato più significativo di questa tornata di indagine riguarda gli ipermercati, supermercati e grandi magazzini che, dopo l’andamento incerto degli ultimi trimestri, torna nel periodo aprile-giugno 2012 in terreno positivo (+2,5%). Tra gli altri comparti merceologici, a causa della contrazione delle spese meno necessarie, soffrono molto gli specializzati afferenti al non alimentare (-7,2%) anche se i negozi specializzati nell’ alimentare, che più di altri scontano sia la crisi che la concorrenza dei supermercati, fanno segnare un -5,3%. Particolarmente critica, per i motivi sopra espressi, la situazione degli esercizi che vendono prodotti per la casa ed elettrodomestici (-15,0%) ma anche di abbigliamento e accessori (-9,7%).

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