Sei aziende su dieci prevedono un calo di fatturato . I dati della Camera di Commercio

PISA – I dati del consueto monitoraggio annuale sul credito della Camera di Commercio di Pisa, analizzati dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera, evidenziano come sei anni di crisi abbiano inferto profonde ferite all’economia pisana incidendo sulla dinamica del credito domandato e concesso alle imprese.

Il calo del fatturato si scarica sui fornitori. Nel 2013, confermando il consuntivo 2012, il 60% delle imprese pisane prevede infatti una diminuzione del proprio fatturato (con punte del 64% nel settore edile e del 72% nel commercio) e ben tre imprese su dieci non stanno riuscendo a far puntualmente fronte ai propri impegni finanziari. Se per correre ai ripari le imprese utilizzano per lo più la leva dello scoperto bancario (nel 57% dei casi) preoccupa il fatto che nel 46% le difficoltà vengano superate ritardando il pagamento dei fornitori innescando così un preoccupante circolo vizioso.

Ancora fiacca la domanda di credito. La domanda di credito espressa dalle imprese al sistema bancario sarà fiacca anche nell’immediato futuro: solo il 12% delle imprese si dice infatti intenzionato a richiedere credito. Più che la quota limitata è la motivazione della richiesta che preoccupa: si tratta infatti di denaro che sarà utilizzato per gestione corrente (nell’84% dei casi) mentre solo il 28% nel 2013 (era il 38% nel 2012) lo utilizzerà per nuovi investimenti e solo il 14% (era il 19%) per progetti di investimento già avviati.

Difficile, ma stabile, l’accesso al credito delle imprese pisane. Nella percezione degli imprenditori pisani, le condizioni per accedere a prestiti e finanziamenti rimangono ancora difficili e sostanzialmente immutate rispetto al 2012. In una scala che va da -5/+5 tra il 2012 ed il 2013:

ü è leggermente aumentata la richiesta di credito da parte delle imprese (+0,6);

ü è rimasto sostanzialmente stazionario l’ammontare di quello concesso (-0,1);

ü è lievemente aumentata la richiesta di garanzie da parte della banca (+0,5);

ü sono aumentati i tassi di interesse (+1,0 come effetto del fatto che l’ha percepito in crescita il 39% degli intervistati);

ü ha continuato a salire il costo delle commissioni (+1,1).

Nello specifico se è vero che il costo delle commissioni (con il 21%) e dei tassi di interesse (il 19%) rappresentano le principali criticità segnalate dalle imprese, è anche vero che un’impresa su tre (il 34%) dichiara che non ve ne sono di particolari. Per molti degli indicatori raccolti l’indagine conferma la regola che vede i settori e le aree in maggiore difficoltà economica anche come le più fragili e penalizzate nell’accesso al credito. E’ il caso del commercio e dell’edilizia e delle imprese di più piccole dimensioni e/o con un mercato di riferimento tipicamente locale, mentre, su scala territoriale, della Val d’Era.

Prestiti in calo e qualità del credito che si deteriora. La presenza bancaria in provincia, così come altrove, risente dei processi di riorganizzazione intervenuti di recente nella struttura creditizia che ha determinato la chiusura di quattro sportelli nel 2012 e di ulteriori sei nella prima metà del 2013 (sono adesso 283). L’ammontare dei prestiti concessi dalle banche, a causa della debolezza della domanda e della restrizione dell’offerta di finanziamenti, a sua volta connessa alla crescente rischiosità delle imprese, continua a ridimensionarsi (secondo Bankitalia del -0,4% tendenziale a giugno 2013). Ad essere colpite sono soprattutto le piccole imprese i cui prestiti, a metà anno, risultavano in contrazione del 2,3%. Anche la qualità del credito viene compromessa dall’aumento dei prestiti deteriorati: i nuovi prestiti in sofferenza delle imprese pisane sul totale dei prestiti toccano infatti il 4,5% (erano il 2,2% a fine giugno 2012).

Confidi, uno strumento apprezzato. Tra i tanti segnali negativi i Confidi risultano essere uno strumento sempre più apprezzato (le imprese che li hanno utilizzati sono passate dal 18% del 2012 al 23% del 2013), anche se non ancora particolarmente esteso e risolutivo nel rapporto banca-impresa. Sul ruolo dei Confidi il punto di vista delle imprese presenta qualche disallineamento rispetto alla posizione degli istituti bancari. Se nella percezione delle imprese, i Confidi rappresentano uno strumento di facilitazione dell’accesso al credito, gli istituti di credito enfatizzano come sia la solidità dell’azienda, più che la garanzia, a determinare la concessione del credito.

Il commento del Presidente Pierfrancesco Pacini. “I dati che oggi presentiamo – afferma Pierfrancesco Pacini Presidente della Camera di Commercio di Pisa – continuano ad essere decisamente negativi: non solo calano i prestiti ma anche i costi e le garanzie richieste risultano in crescita. Se a questo si aggiunge il fatto che nei prossimi mesi solo una piccola parte delle imprese chiederà un finanziamento e che questo, in buona parte, sarà destinato alla gestione dell’attività corrente, la situazione risulta estremamente preoccupante. La Camera di Commercio, nel tentativo di contrastare le difficoltà delle imprese, ha messo sotto forte pressione il proprio bilancio per sostenere l’accesso al credito facendosi forte dell’apprezzamento rilevato nel corso dell’indagine per gli interventi messi in campo fino a questo momento. In una fase di forte difficoltà abbiamo infatti ritenuto investire ogni euro disponibile – spesso risparmiato attraverso un’attenta razionalizzazione della spesa – su un tema vitale per il nostro sistema imprenditoriale come quello del credito”.

20131205-162227.jpg

You may also like

By