Sel Pisa: “Il Referendum di domenica? Una sconfitta, ma noi non molliamo”

PISA – Nel referendum contro le trivelle sono uscite sconfitte le tematiche dell’ambiente e del lavoro: una notizia certamente non buona. Sinistra Ecologia e Libertà, in ogni caso, ringrazia gli elettori che si sono recati alle urne a Pisa, con un risultato di affluenza di quasi il 36%: uno dei migliori in Toscana, segno di un orientamento molto radicato nell’opinione pubblica cittadina.

Nulla è stato lasciato intentato per far fallire il referendum. Dal costoso scorporo dalle elezioni amministrative, alle indicazioni di astensione che la legge e la Costituzione vietano a chi esercita cariche pubbliche. Renzi esulta rumorosamente (più in silenzio i poteri forti, i petrolieri, che ricevono l’ennesimo regalo) ma è evidente che quello che sbandiera come “successo” è un espediente con il quale si è annesso l’astensione, ormai fisiologica, frutto della rassegnazione verso la politica nel suo complesso. Ringraziamo pubblicamente le forze, le concittadine e i concittadini che hanno condotto una campagna difficile, povera di mezzi, nei quartieri, tra le persone: gli attivisti di Possibile, Una Città in Comune-Rifondazione, i giovani di Legambiente, di Greenpeace, del Nodo, degli universitari di Sinistra Per…, che hanno profuso un impegno generoso e fattivo per il Sì. Noi, e speriamo loro con noi, non siamo intenzionati a mollare: le battaglie per l’ambiente e i diritti non sono un capriccio né un optional, ma presupposto per lo sviluppo, per politiche energetiche eco-sostenibili. Le fonti rinnovabili, che il governo Renzi ha stoltamente frenato, sono una occasione di lavoro, di lavoro buono. Corre l’obbligo di ringraziare quegli esponenti del Partito Democratico che hanno scelto di non astenersi, in trasparenza, secondo le regole democratiche, malgrado lo schierarsi di quel partito sul fronte opposto a quello delle battaglie di progresso e di innovazione per cui la sinistra sociale e politica di batte. Il Paese che il Partito del Presidente del Consiglio vuole è un paese nel quale le concessioni alle compagnie petrolifere sono a tempo indeterminato e il lavoro invece, quando c’è – e spesso nemmeno c’è – è spesso a tempo determinato o precario. Faccia la dirigenza sedicente “nuova” di quel Partito bene i suoi conti. Quel 30% di elettori in questo difficile referendum sono più della percentuale accreditata a quel Partito dai sondaggi nazionali. Una base sufficiente, ad esempio, per governare la nostra città con una politica giusta, solidale, inclusiva. Una base per la battaglia in difesa della democrazia costituzionale, in quel referendum che Renzi ha scambiato per plebiscito. Una base per portare questa Italia, ricca fin troppo di diseguaglianze e ingiustizie, fuori dal declino cui la politica degli ultimi governi l’hanno destinata. Per questo Sinistra Ecologia e Libertà lavora verso il partito della sinistra in Italia: con tanti altri, non molliamo.

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