Serie B. Il punto dopo la 36esima giornata. Situazione disperata, occorrono due vittorie con Trapani e Pro Vercelli per sperare ancora

PISA – La quindicesima di ritorno potrebbe risultare decisiva per quanto attiene alla Promozione diretta in Serie A in virtù della vittoria casalinga della capolista Spal che, approfittando dell’imprevisto scivolone interno del Frosinone, porta a cinque i punti di vantaggio sui ciociari, raggiunti al secondo posto dal Verona, uscito vincitore dal match contro il Cittadella.
di Giovanni Manenti
Nella lotta per il quarto posto – che consente di saltare il primo turno dei playoff – mezzo passo falso del Perugia che, facendosi fermare sul pari a reti bianche dall’Ascoli, non sfrutta l’occasione di sopravanzare in classifica, oltre al ricordato Cittadella, anche il Benevento, sconfitto a Brescia, così come la Virtus Entella si fa raggiungere nel finale alla Ternana ed il Carpi ne approfitta per rientrare nel gruppo delle pretendenti per l’accesso ai playoff, confermando la sterilità nelle gare esterne da parte del Bari, scavalcandolo in graduatoria. In coda, colpo grosso di una Pro Vercelli sempre più sorpresa di questa fase del torneo, che espugna il campo del Vicenza inguaiando i biancorossi di Mister Bisoli, mentre l’Avellino sterilizza l’intervenuta penalizzazione espugnando il campo di un Pisa che, al pari del Latina sconfitto a Salerno, sembra aver perso le residue speranze di accedere quanto meno allo spareggio salvezza.

L’anticipo dell’ora di pranzo metteva di fronte al “Paolo Mazza” di Ferrara le due squadre – Spal e Trapani – che avevano totalizzato il maggior numero di punti nel girone di ritorno (28 e 25 rispettivamente) e la capolista ha dovuto sudare le classiche “sette camice” per venire a capo di una gara che si era messa in salita dopo appena 3′ per una rete da fuori di Barillà che sorprendeva un incerto Meret, ribaltata nella ripresa grazie ad una doppietta di Antenucci giunto a quota 16 in classifica cannonieri. Dopo aver compiuto il proprio dovere, la capolista ha potuto comodamente assistere alla sorprendente sconfitta interna di un Frosinone caduto sotto i colpi del redivivo Macheda, autore di una doppietta, e di Galabinov a segno su rigore, contro cui non sono servite la trasformazione, a propria volta, di un penalty da parte di Daniel Ciofani e la rete a tempo scaduto di Mokulu. Torna pertanto a sperare nella promozione diretta il Verona, favorito della vigilia, che con una rete per tempo di Bessa e Pazzini – salito a quota 22 in vetta alla graduatoria marcatori – regola per 2-0 il Cittadella, affiancando la compagine di Mister Marino al secondo posto a quota 62, con ciò facendo presagire un finale di campionato all’ultimo respiro. Non decolla, al contrario, la lotta per il quarto posto, con il Benevento, al pari del citato, Cittadella, sconfitto sul campo del pericolante Brescia in virtù di un’autorete del proprio difensore Lucioni in avvio, mentre il Perugia perde una ghiotta opportunità di scavalcare entrambe le riferite avversarie, facendosi imporre il pari a reti bianche al “Renato Curi” dall’Ascoli in una gara in cui la parte del protagonista l’hanno fatta i pali (uno colpito dai padroni di casa e due dai marchigiani), al pari della Virtus Entella, fattasi raggiungere nel finale tra le mura amiche da una Ternana assetata di punti. Mordono il freno lo Spezia, sconfitto a Cesena da un rigore di Ciano ad inizio ripresa, ed il solito Bari “formato esportazione”, che subisce a Carpi la sesta sconfitta esterna consecutiva, agevolata da una clamorosa autorete di Tonucci nel tentativo di anticipare il sempre insidioso Lasagna, cui ha fatto seguito il sigillo di Mbakogu a metà ripresa, per un 2-0 finale che rilancia le ambizioni di inserirsi nella griglia playoff da parte degli emiliani.

Notte fonda, purtroppo, in casa nerazzurra, con il Pisa che fallisce l’ennesima prova d’appello, subendo la terza sconfitta consecutiva all’Arena Garibaldi da parte di un Avellino che riesce così, in un colpo solo, a sterilizzare la penalizzazione di 3 punti subita in settimana. Dopo un primo tempo abbastanza deludente, con gli ospiti a farsi preferire, in avvio di ripresa una incredibile amnesia della retroguardia di Mister Gattuso consente a Laverone di mettere a segno il goal partita. I nerazzurri, contrariamente a quanto avvenuto con il Cesena, stavolta reagiscono, ma più con la volontà che non con la testa, Gattuso inserisce Peralta, Cani e Varela per un assalto all’arma bianca che frutta tutta una serie di mischie in area in cui la buona sorte non ci dà una mano, ed a cui contribuiscono anche gli errori di mira degli avanti rossocrociati, pur riconoscendo che l’unico vero intervento il portiere ospite Radunovic lo compie su di una conclusione da fuori di Peralta. Con la sconfitta odierna, lo spareggio salvezza si allontana a cinque punti e le giornate da qui alla conclusione del torneo si riducono a sei, per cui pensare di salvarsi appare un’impresa disperata, e comunque, non ci sarà molto da attendere, visto che nei prossimi otto giorni il Pisa è chiamato alla trasferta di Trapani di sabato prossimo ed all’impegno interno contro la Pro Vercelli di martedì 25 aprile. Solo due vittorie potrebbero consentire un clamoroso rientro a pieno titolo nella lotta salvezza, ma oramai anche la matematica sembra sul punto di arrendersi.
Per il resto, stessa sorte del Pisa appare segnata per il Latina che, pur avendo chiuso in vantaggio il primo tempo in virtù del punto messo a segno da Di Giorgio, si è fatta rimontare da una Salernitana che, grazie alle reti di Rosina e Sprocati, non ha ancora perso del tutto le speranze di agganciare un posto nei playoff, che dopotutto distano solo due punti, mentre il successo esterno della Pro Vercelli sul campo di un Vicenza che ha subito la sesta sconfitta stagionale tra le mura amiche, vale la quasi matematica salvezza per i piemontesi, che con i tre punti odierni si issano a quota 45 in Classifica e, soprattutto, allungano a dieci giornate consecutive la loro striscia di imbattibilità.
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