Serie C girone A. Costa caro il turno di riposo al Siena. Facciamo il punto dopo la 15esima giornata

PISA – Costa caro al Siena il turno di riposo della 15.ma giornata, in quanto, oltre a vedere dilatato a 9 punti il distacco dalla capolista Livorno, vincitrice sull’Olbia, perde anche la seconda posizione, scavalcato dal Pisa corsaro sul campo della Pro Piacenza nel posticipo di lunedì sera.

di Giovanni Manenti

Alle loro spalle, torna a sorridere la Viterbese, al terzo cambio in panchina a girone di andata non ancora concluso e continua il momento favorevole della Lucchese, al quinto risultato utile consecutivo ed andata ad espugnare il non facile campo dell’Arzachena, mentre in coda il Gavorrano, superando la Carrarese, lascia la scomoda ultima poltrona ad un Prato naufragato contro il Giana Erminio.

Sembra oramai una costante per il Livorno quella di andare sotto, prima di ribaltare il risultato e, come in molte altre occasioni quest’anno, il copione si ripete puntuale all’Armando Picchi anche contro l’Olbia, andato in vantaggio verso la fine del primo tempo con un’ottima ripartenza avviata e dal difensore centrale Leverbe, sul cui colpo di testa sotto misura nulla ha potuto Mazzoni. Importante, nell’economia della gara, il pareggio ottenuto proprio poco prima del riposo con Valiani che risolve una mischia in area per rimandare la decisione alla ripresa dove Mister Sottil cala il jolly Ponce che, subentrato a Vantaggiato ad un quarto d’ora dal termine, dapprima si mangia un gol già fatto su pregevole incursione di Luci e quindi è il più lesto a catapultarsi su di un cross dalla destra di Valiani per il punto del 2-1 che vale per gli amaranto l’undicesima vittoria nelle 14 gare sin qui disputate. Il consueto valzer degli allenatori in casa Viterbese – con Sottili a rilevare Onofri in settimana – porta fortuna alla squadra del “Comandante” Camilli che espugna d’autorità il campo di un’Alessandria ritornata al grigiore di inizio Campionato e con la panchina di Stellini decisamente a rischio (si parla di un probabile avvicendamento con Foscarini …), mentre la Lucchese sembra aver trovato la giusta continuità di risultati andando a cogliere tre importantissimi punti in trasferta, in verità favorita da una serie di disattenzioni da parte dei giocatori dell’Arzachena, passata in vantaggio con una gran conclusione dal limite di Curcio dopo appena un quarto d’ora di gioco, che una “vecchia volpe” come Capitan Fanucchi sfrutta con la consueta abilità per portarsi, con la sua doppietta, a quota 6 reti tra i Marcatori. Muovono la Classifica Pontedera e Monza che si dividono la posta nell’unico 0-0 di giornata, al termine di 90′ avari di emozioni, mentre la sfida con in ballo la decima posizione arride ad una convincente Pistoiese che, con un tocco sotto misura di Luperini piega un Piacenza capace di recuperare nella ripresa al vantaggio arancione messo a segno nel primo tempo dal solito Ferrari, al settimo centro stagionale …

Nel posticipo di lunedì sera, il Pisa conferma la sua tendenza a dare il meglio di sé in trasferta dove, dopo la sconfitta di Olbia alla prima giornata, ha inanellato sette risultati utili consecutivi, e, dall’arrivo di Mister Pazienza, ben 3 vittorie ed un pareggio nelle ultime quattro uscite, oltretutto impreziosite da ben 8 reti realizzate a fronte delle sole due subite. Gara, quella al “Garilli” contro la Pro Piacenza, che ha trovato la svolta a cavallo dell’intervallo, allorché, dapprima Mannini chiude la prima frazione di gioco trasformando un calcio di rigore concesso per fallo su Di Quinzio incuneatosi in area, e quindi Gucher chiude il discorso con una sventola da fuori area che non lascia scampo al portiere avversario, mentre la rete di Eusepi in contropiede in chiusura serve solo per le statistiche ed il morale del centravanti nerazzurro. Sicuramente un’importante iniezione di fiducia in vista dell’appuntamento cruciale di domenica prossima costituito dall’atteso derby contro il Livorno, dal cui esito potremo capire quali potranno essere le reali possibilità del Pisa per un reinserimento in un discorso di vertice, nonché verificare se il tecnico, come tutti ci auguriamo, sia oramai giunto al termine di un normale percorso al fine di trovare la formula più adatta per far rendere al meglio la squadra …

Per il resto, tre successi casalinghi dal diverso significato, in quanto l’Arezzo, superando il Cuneo con un 2-0 che non rende merito alla netta superiorità dimostrata dagli amaranto durante l’intero incontro, da un lato si rilancia in Classifica, ma dall’altro lascia i tifosi con il fiato sospeso per quanto attiene alle questioni societarie che, al momento, non sembrano aver ancora trovato una positiva soluzione. La vendemmia (5-0) con cui la Giana Erminio ha travolto il Prato, in parte condizionata dall’espulsione del portiere toscano in chiusura primo tempo, certifica il ritorno in vetta alla classifica marcatori da parte dell’eterno Sasà Bruno (che con la doppietta raggiunge a quota 9 il sardo Ragatzu dell’Olbia …) e, dall’altro canto, la mesta condizione di fanalino di coda da parte del Prato, scavalcato da un Gavorrano al quale la “cura Favarin” sta facendo effetto, avendo i maremmani collezionato 10 punti negli ultimi sette turni, dopo lo “zero” delle precedenti sette giornate, confermandosi “bestia nera” delle toscane, con il 2-0 rifilato ad una Carrarese dimostratasi sin troppo arrendevole …

La prossima giornata, inutile nascondersi, è concentrata in una gara sola, vale a dire il derby Pisa-Livorno che il calendario propone con le due “cugine” ai primi due posti della Classifica, pur se il vantaggio degli amaranto è di quelli “pesanti”, essendo quantificato in ben 8 punti e con una gara in meno, ma è altrettanto un dato di fatto che entrambe le compagini – avendo la capolista già riposato – giungono all’appuntamento con una paritetica serie positiva di 14 risultati utili a testa e che il convincente successo esterno di lunedì potrà aver aumentato il livello di autostima in casa nerazzurra, e, mentre si sta andando verso il “tutto esaurito” quanto a biglietti venduti, la prospettiva oramai quasi divenuta certezza delle curve vuote, al di là delle ragioni più o meno giuste a supporto di tale decisione, fa sì che alla gara venga a mancare la degna cornice, così come ad un quadro lasciato con la sola tela.

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