Servizio civile, cambia la legge. Il Consiglio Regionale approva a maggioranza le modifiche

FIRENZE – Per consentire l’utilizzo dei fondi comunitari in attuazione del Piano operativo nazionale denominato “Garanzia Giovani” e del Programma operativo regionale del Fondo sociale europeo, il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza alcune modifiche alla legge sul servizio civile regionale. Sono stati ventisei i voti favorevoli, tre i contrari e nove le astensioni.

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E’ stato il presidente della commissione Affari istituzionali, Marco Manneschi (Tcr), ad illustrare i cambiamenti introdotti, come la possibilità nei singoli bandi di deroghe ai requisiti previsti dalla normativa vigente per lo svolgimento del servizio. I bandi di servizio civile regionale, finanziati con fondi europei, potranno prevedere anche più scadenze per la presentazione di progetti, in modo da permettere agli enti la possibilità di presentare a più riprese un maggior numero di progetti rispetto al sistema vigente. Ancora, i giovani in possesso dei requisiti previsti dal bando saranno individuati in prima battuta dai centri per l’impiego, che alla fine del servizio rilasceranno ai giovani il libretto formativo del cittadino. Con un emendamento a firma dei consiglieri Naldoni, Spinelli e Parrini, modificato nel corso del dibattito, è stata resa meno rigida la durata del servizio, che potrà essere al massimo di dodici mesi.

Il consigliere Giuseppe Del Carlo (Udc) ha sollevato perplessità sulla decisione della Giunta regionale di destinare risorse così ingenti a forme di intervento sostanzialmente assistenziali e non piuttosto per favorire l’imprenditoria giovanile. Per questo ha annunciato il voto di astensione.

Secondo Marina Staccioli (FdI) per ragioni clientelari si sottraggono risorse alle attività produttive. “Abbiamo speso 14 milioni di euro per 7mila tirocini – ha osservato – I giovani assunti sono stati 77. Pensiamo a quanto abbiamo speso a testa”.

Simone Naldoni (Pd) ha osservato che una corretta valutazione deve andare al di là del mero rendiconto numerico sugli assunti e tenere conto delle esperienze che il servizio civile permette di far svolgere ai giovani.

“Il servizio civile deve avere caratteristiche solidaristiche, ma non solidarietà verso chi fa il servizio civile” ha sottolineato Marco Taradash (Ncd), secondo il quale la legge in oggetto si presta “ad un drammatico uso clientelare”.

Secondo Giovanni Donzelli (FdI) si fa una grande confusione tra inserimento lavorativo e servizio civile, che sono cose diverse. “Per me non è servizio civile – ha osservato – andare a lavorare in Cgil a preparare uno striscione per il corteo”. A suo parere, inoltre, la scarsità di risorse impone una scelta e questa deve essere a favore dei cittadini italiani.

Secondo Marco Spinelli (Pd) la legge deve essere inquadrata in un contesto di iniziative per i giovani, che vedono la Regione Toscana punto di riferimento anche per altre Regioni. In questo quadro si tratta solo di dare la possibilità ai nostri ragazzi di svolgere una funzione civile.

Voto di astensione dichiarato anche da Alessandro Antichi (Fi), secondo il quale un provvedimento prettamente tecnico, è stato stravolto per ragioni politiche e trasformato in un campo di battaglia ideologico.

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