Settore moda allo stremo, in un anno persi 15 miliardi di euro in Toscana

PISA – “Il tempo sta per scadere: senza una nuova strategia e interventi immediati da parte del Governo le aziende del settore moda non sopravviveranno alla crisi”. È un richiamo senza appello quello lanciato dalla presidente di Confcommercio Provincia di Pisa e presidente di Federazione Moda Toscana Federica Grassini.

“In un incontro con il sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni e il segretario della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei deputati Benedetta Fiorini, abbiamo indicato le linee guida da seguire per la sopravvivenza della filiera della moda, delle imprese manifatturiere e commerciali del tessile, abbigliamento, calzature, pelletteria e accessori”.

Tra le richieste, la garanzia di una riapertura immediata dei negozi di moda in fascia rossa “come già avviene in altre parti d’Europa, su appuntamento oppure trovando soluzioni come l’apertura in diverse fasce orarie, o permettendo l’ingresso ad una sola persona alla volta, nel rispetto delle linee guida per i negozi al dettaglio e dei protocolli vigenti”.

Sul fronte degli indennizzi Grassini evidenzia “la scarsità delle risorse destinate alle imprese della moda, la necessità di riproporre l’emendamento sull’estensione alla filiera della moda del credito d’imposta sulle eccedenze di magazzino e la riproposizione del credito d’imposta sui canoni di locazione delle attività commerciali, previsto dal Decreto Ristori, almeno per i primi quattro mesi del 2021 per le aziende della moda costrette alla chiusura in fascia rossa.

A sostegno e stimolazione della domanda, proponiamo l’introduzione di un’aliquota agevolata temporanea del 10% e di detrazioni fiscali dedicate al consumo, sulla scia di quanto messo in campo in altri settori, come edilizia e auto”.

Fondamentale poi rivedere i criteri di assegnazione dei sostegni. “Le aziende del settore moda pagano la selettività dell’ultimo Decreto Sostegni, che prevede una soglia del 30% comunque penalizzante per l’accesso ai contributi da parte di attività che, a differenza di altri settori, hanno arginato le perdite di fatturato facendo ampio ricorso a sconti, promozioni e saldi che hanno sì abbassato le perdite, ma eliminato pesantemente i margini che permettono alle imprese di stare sul mercato”.

“Il disagio economico e psicologico del momento non è stato per nulla mitigato dal Decreto Sostegni, anzi si è acuito con il prolungamento del lockdown: senza la realizzazione degli interventi che chiediamo, dopo i 15 miliardi di euro persi in un anno nella sola Toscana, le peggiori previsioni diventeranno presto realtà”.

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