Sgombero del Distretto 42: chi arriverà prima? La Polizia o le risposte da parte delle amministrazione?

PISA – L’aggettivo ‘urgente’ evocherà in molti di noi il pensiero di qualcosa di imminente, di immediato. Tuttavia a Pisa, negli ultimi tempi, l’urgenza sembra variare secondo il capriccio di chi la invoca. ‘Urgente’ è il sequestro del Distretto 42, in via Giordano Bruno.

‘Urgente’ la necessità di ristabilire la legalità in uno spazio chiuso da vent’anni e riaperto all’uso pubblico e alla socialità da cittadine e cittadine. ‘Urgenti’ erano però anche le risposte che dal Ministero della Difesa dovevano giungere per avviare o meno il percorso che – grazie al ‘Federalismo demaniale’ – dovrebbe condurre gratuitamente il bene di via Giordano Bruno a Palazzo Gambacorti, così come ‘urgente’ era il conoscere dalla viva voce del sindaco Filippeschi il suo parere sul progetto Caserme, un protocollo che vive ormai solo nella virtualità strategica di una politica sempre più povera di argomentazioni e ridotta alla ricerca un po’ stanca di effetti speciali (un’operazione da 80 milioni di euro per la costruzione, in ultimo, di una nuova caserma a Ospedaletto) che colmino il vuoto di una crisi epocale.

Tutto questo era urgente, ma alcune cose possono aspettare altre invece pare di no. Da giorni i volontari del Municipio dei Beni Comuni aspettano che il sindaco faccia chiarezza sul Progetto Caserme, così come Filippeschi stesso aveva promesso alla delegazione del Municipio che più di due settimana fa lo aveva incontrato. Da giorni si attende la risposta del Ministero della Difesa in merito al destino degli ottomila metri quadri di verde fino a poco meno di due mesi fa letteralmente nascosti agli occhi di tutti. Da giorni temporeggia paludosamente chi spera che quanto prima l’esperienza di apertura da parte dei cittadini del Distretto 42 venga sepolta dal tempo e dalla memoria.

Una cosa è invece imminente: le forze dell’ordine arriveranno, e proveranno a sequestrare lo spazio e a sgomberare le persone e le attività che in quel luogo hanno trovato un approdo. Un sequestro ‘urgente’ che poteva cessare di essere tale se l’Amministrazione avesse fatto ciò che compete a un ente locale, prendendo posizione, incontrando gli altri enti coinvolti, dicendo la verità in merito a progetti che non solo non sono urgenti ma sono ormai impossibile. insomma se il Comune avesse fatto il Comune il Distretto 42 non sarebbe stato trasformato in un problema di ordine pubblico. Si attende lo sgombero di via Giordano Bruno 42 così che la consueta lentezza ammanti di nuovo ogni cosa, fino alla prossima ‘urgenza’.

Nella riunione del Collegio di Vigilanza – tenutasi il 5 febbraio scorso – erano state stabilite scadenze precise, per esempio che entro il 4 aprile 2014 Comune e Ministero della Difesa avrebbero dovuto revisionare e aggiornare i costi per la nuova caserma di Ospedaletto. «Fare gli interessi della città rimettendo a disposizione beni importanti », aveva sottolineato oltre un mese fa in consiglio l’assessore all’urbanistica Ylenia Zambito. Parole vuote e promesse disattese da parte dell’amministrazione che si contrappongono all’opera puntuale di recupero e costante rigenerazione del Parco Andrea Gallo partita il 15 febbraio. Eppure l’indirizzo generale del Ministero della Difesa è stato chiaro: accelerare la dismissione delle caserme e riattivare un simile patrimonio pubblico. Eppure, in barba all’urgenza, a Pisa si ristagna.

La domanda, anzi le domande, sorgono quindi lecite: se esistono – e con tutta evidenza esistono – trattative, tavoli, consultazioni, progettualità, perché la cittadinanza e il quartiere ne rimangono tuttora all’oscuro, e ancor di più gli abitanti del quartiere S. Martino che hanno esplicitamente richiesto un confronto pubblico sul futuro dell’area? Chi amministra – davvero – Pisa? Da parte nostra, saremo tutte le mattine a offrire caffè e dolci all’ingresso del parco ‘Andrea Gallo’, presidiando l’ingresso del Distretto 42 nell’attesa dell’arrivo della forza pubblica, un appuntamento quotidiano a cui invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare, condividendo così la nostra risposta alla presunta urgenza dello sgombero: la risposta di chi aspira ai tempi piani, a misura d’uomo, alle pubbliche trattative, alla democrazia e al buon senso.

Fonte: MUNICIPIO DEI BENI COMUNI

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