Si apre la caccia. Il WWF: “La Regione contro le indicazioni del mondo scientifico”

PISA – Si apre la nuova stagione venatoria. Ma di nuovo c’è ben poco. Ancora una volta il mondo scientifico ha dato una serie di indicazioni su come rendere minore l’impatto della caccia sulla nostra fauna selvatica e ancora una volta la Regione Toscana su quasi tutto ha fatto il contrario.

– Si continua a cacciare specie con popolazioni in declino come il Combattente, piccolo frequentatore delle zone umide, e la Moretta, anatra tuffatrice, per cui l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) chiedeva la chiusura della caccia.
– Si continua a cacciare le anatre per un periodo più lungo sia come data di apertura che come data di chiusura, rispetto alle indicazioni dell’ISPRA.
– Si chiude il 31 gennaio invece che il 10 gennaio per i turdidi.
– Si chiude il 20 gennaio invece che il 31 dicembre per la Beccaccia.
– Si continua a permettere che i capi di migratoria abbattuti siano segnati non subito sul tesserino ma a fine giornata, rendendo in pratica impossibile qualsiasi controllo.
– E altro ancora …

Nonostante il progressivo calo dei cacciatori, che sono scesi del 2% ogni anno negli ultimi anni e che sono più che dimezzati rispetto ai numeri di 20 anni fa, ancora molto forte è il peso politico di questa lobby, che riesce tuttora ad influenzare pesantemente e gravemente i nostri decisori.

Una caccia insostenibile, come i suoi numeri evidenziano:
– numero di cacciatori in Toscana: 95.000
– numero di giornate di caccia effettuate : oltre 2,5 milioni all’anno (dati Regione Toscana), a cui si aggiungono le sempre più numerose attività di abbattimento fuori periodo, concesse in modo diffuso dalle Province per il ‘controllo’ di alcune specie, in un contesto di sostanziale anarchia venatoria
– numero di appostamenti fissi: 12.600, una vera e propria barriera di fuoco per gli uccelli migratori, barriera a cui si aggiungono gli innumerevoli e incontabili appostamenti temporanei
– numero di richiami vivi: circa 200.000 uccelli (provenienti da cattura o da allevamento) detenuti in condizioni miserevoli per essere utilizzati come richiamo per i loro simili durante la caccia

E il territorio torna ancora una volta ad essere ostaggio delle doppiette, la cui entrata in azione ne limita la normale fruizione da parte degli altri cittadini e arreca danni, tramite il diffuso disturbo, anche a tante attività agrituristiche in una stagione che invece potrebbe avere ancora ottime potenzialità.

Un modo per i cittadini per dire no a tutto questo è presentare in Provincia la richiesta di esclusione del proprio fondo dalla caccia (ai sensi dell’art. 25 c.7 LR 3/1994). E’ una richiesta che può essere effettuata solo al momento dell’approvazione (per 30 gg dalla pubblicazione) del quinquennale Piano faunistico-venatorio provinciale. La maggior parte delle Province Toscane approverà e pubblicherà il proprio Piano nei prossimi mesi. Anche se il risultato della richiesta non è scontato, si tratta di un’occasione da non perdere.

La crudeltà e il bisogno latente di uccidere devono essere bollati per quello che sono: una fonte continua di sofferenza.

Fonte: WWF Italia

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