Sicurezza idraulica in Valdera, Valdarno e Area Pisana. Verso una mappatura

PISA – Una mappatura del rischio esondazioni nei territori di Valdera (con particolare attenzione a quelli compresi tra i bacini del Tora e dell’Era), Valdarno e Area Pisana; e l’adozione di specifiche procedure standard di prevenzione e intervento per affrontare al meglio le eventuali emergenze. Sono gli obiettivi del protocollo d’intesa ‘a quattro’ sottoscritto da Provincia di Pisa (con l’assessore all’ambiente Valter Picchi), Unione Valdera (con il vicepresidente Simone Millozzi), Ufficio Fiumi e Fossi (con il presidente Marco Monaco) e Consorzio Bonifica Valdera (con il commissario Edoardo Villani). “Conoscere per farsi trovare preparati: quantomeno per cercare di esserlo il più possibile, parlando di situazioni nelle quali va considerata sempre l’incidenza del fattore naturale. Questo – dicono gli stessi rappresentanti degli enti firmatari – lo spirito dell’iniziativa che abbiamo avviato”. In concreto, l’avvio di un lavoro che si sostanzia in quattro punti. Primo, il miglioramento della cognizione circa le dinamiche di formazione delle piene fluviali e la localizzazione dei punti di maggior criticità mediante l’ordinamento degli studi già esistenti e la conduzione di nuovi approfondimenti. Secondo, la realizzazione di un censimento della rete idrica minore (elemento da non sottovalutare). Terzo, la progettazione di un sistema di monitoraggio dei corsi d’acqua con il potenziamento della dotazione di aste idrometriche e di altri strumenti di misura. Quarto, la messa a punto di procedure di protezione civile coordinate tra i quattro soggetti promotori e le associazioni di volontariato, da coinvolgere non solo nelle azioni anticrisi, ma nelle stesse attività di monitoraggio e in quelle di informazione e sensibilizzazione dei cittadini. A tal fine, Provincia, Unione e consorzi di bonifica mettono ‘sul piatto’ il proprio personale e le proprie competenze interne, a partire dai tecnici che andranno a comporre il tavolo operativo al quale (prima riunione entro 2 mesi) sarà affidato l’incarico di tradurre in pratica i compiti fissati dall’accordo. Quanto alle risorse occorrenti, i quattro enti si muoveranno attraverso i canali di reperimento disponibili, anzitutto in direzione della Regione Toscana e delle Autorità di Bacino; impegnandosi peraltro a intervenire direttamente con quote di compartecipazione.

 

By