Sicurezza. A Pisa un modello di sicurezza superato

PISA – Il recente fatto di cronaca relativo alla rapina avvenuta a Pisa nei confronti dell’oreficeria Ferretti ha dato luogo sui mezzi di informazione e nella rete internet ad una ampia discussione sulla sicurezza pisana che oggi, scevri dall’emotività dei primi giorni, può essere utile per mettere insieme le convergenze di opinioni sull’aspetto sicurezza città di Pisa.

Oltre alle impressioni dei vari cittadini, delle associazioni di categoria o alle giustificazioni delle autorità preposte alla sicurezza, ci hanno colpito in particolar modo i reportages effettuati direttamente in città, sul “campo”, da vari giornalisti  da cui emerge che:

 

·        Chi vive in periferia non vede mai una pattuglia delle forze di polizia e quindi afferma di sentirsi abbandonato dallo Stato;

 

·        Il senso di solitudine e di mancanza di difesa interessa comunque tutta la città;

 

·        Chi vive nel centro storico sostiene che nelle prime ore del pomeriggio non si vedono divise;

 

·        Le uniche zone che la mattina ed il pomeriggio beneficiano della presenza di forze di polizia sono la Piazza dei Miracoli e Viale Gramsci

 

·        La prevenzione antiterrorismo concentra a sé le poche forze disponibili a scapito di tutto il resto;

 

·        Il Sindaco di Pisa da anni denuncia la mancanza di forze di sicurezza adeguate ma non è riuscito a far sì che il Ministro dell’Interno mantenesse le promesse con lui prese recentemente ovvero che avrebbe integrato gli organici delle locali forze di polizia;

 

·        Roma non tiene conto che sebbene Pisa abbia 91 mila abitanti ogni giorno ospita 160 mila persone;

 

·        La massiccia presenza di commercianti ambulanti abusivi e di parcheggiatori abusivi pur non rappresentando un pericolo, dimostra l’assenza delle istituzioni nel garantire il controllo del territorio;

 

·        I dilaganti fenomeni di spaccio di sostanze stupefacenti in Zona Piazza Vettovaglie e Piazza Cavalieri, come in zona Stazione, sebbene diano luogo a ripetuti arresti, sono significativi di un sistema inadeguato nel fronteggiare la criticità;

 

·        I numerosi borseggi che quotidianamente si consumano ad opera di minori in Zona Duomo o sul percorso del bus della Lam Rossa, sebbene conosciuti continuano a ripetersi, ciò a significare che anche su questo le istituzioni non sono capaci di arginare efficacemente il fenomeno che contribuisce a far si che Pisa venga etichettata nel turismo internazionale come insicura.

 

·        Le guide turistiche nonostante le recenti rassicurazioni del Questore sostengono che per tutelare da borseggi i turisti si stanno sostituendo alle forze di polizia. Le medesime auspicano in un maggior presidio del territorio.

 

·        All’unisono cittadini, commercianti, turisti, associazioni di categoria ritengono che adesso tutta la città di Pisa è diventata critica per l’aspetto sicurezza e che il sistema non sta funzionando.

 

Come sindacato della Polizia di Stato siamo consapevoli che a monte vi sia un sistema nazionale sofferente di evidenti criticità, ovvero:

 

1.     non vi è certezza della pena,

 

2.     vi è lentezza della giustizia penale a causa di motivi strutturali,

 

3.     vi è un numero elevato di reati che vanno in prescrizione,

 

4.     il decreto svuota carceri spesso vanifica l’efficacia dell’operato delle forze di polizia in quanto, anche in flagranza di reato, non consente di poter applicare la misura della pena detentiva se il reato commesso prevede una pena inferiore ai tre anni,

 

5.     il sistema non sempre consente la certezze delle espulsioni disposte nei confronti degli autori di reati.

 

Quanto sopra contribuisce notevolmente alla sensazione comune di insicurezza.

 

Il Silp Cgil sostiene comunque che le soluzioni al fenomeno del crimine o dei furti in abitazione non possono essere quelle sempre più spesso consigliate da chi riveste pubbliche funzioni ovvero le inferriate alle finestre o i gruppi wattsapp in quanto ciò può integrare il sistema sicurezza ma non può sostituirlo completamente. A mero titolo di esempio citiamo i casi in cui il cittadino segnala il verificarsi di un reato ma non vi è la disponibilità di pattuglie delle forze di polizia per intervenire.

 

Auspichiamo, come abbia detto durante il Consiglio Comunale di Pisa del 02/03/2017, in cui siamo stati auditi ed in cui abbiamo presentato il nostro progetto,  una attenta analitica riflessione da parte di coloro che sono proposti alla sicurezza cittadina per attuare un diverso modello organizzativo dell’apparato finalizzato a garantire un maggiore e diverso controllo del territorio. E’ oramai evidente che il modello attuale non sta funzionando al meglio.

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