Sigilli al Teatro Rossi. Pisa perde uno spazio culturale

PISA – Il Teatro Ernesto Rossi, luogo simbolo di protratto abbandono e di incuria di un bene pubblico, era stato occupato e riaperto nel 2012. Da allora, l’Associazione “Teatro Rossi Aperto” aveva restituito animazione e funzione all’immobile settecentesco, trasformandolo in un punto di riferimento culturale per la città.

Eppure da qualche giorno il teatro è stato sigillato con appositi lucchetti dall’Agenzia del Demanio che sarebbe intervenuta per motivi di sicurezza. Desta sconcerto e disappunto constatare che tutta l’operazione si è svolta senza informare gli attivisti dell’Assemblea Costituente, subentrata dalla fine del 2020 alla disciolta Associazione TRA.

“La vicenda assume contorni quasi grotteschi se si pensa che – a poche ore di distanza dalla serrata del teatro – l’Assessore alla cultura del Comune, Pierpaolo Magnani, ha presentato il Piano strategico per la cultura 2021-23, il cui obiettivo principale sarebbe proprio l’ottimizzazione della vita culturale tramite la valorizzazione di spazi cittadini scarsamente fruibili” commenta Andrea Incorvaia, attivista di Mi riconosci, “Tale progetto, secondo l’Assessore, dovrebbe rivitalizzare le attività culturali in una città nella quale – tuttavia – i luoghi della cultura già esistenti stanno subendo un drastico ridimensionamento”.

Analogamente, in una condizione di progressivo depotenziamento versano in città importanti poli di socialità e aggregazione, come la Biblioteca comunale, sita presso la chiesa di San Michele degli Scalzi.

Purtroppo, in assenza di una progettualità fondata sulle istanze della cittadinanza e delle associazioni attive sul territorio e sul loro coinvolgimento, risulta difficile pensare che  l’amministrazione pubblica nel suo complesso possa perseguire effettivamente l’interesse della collettività pisana nel settore della cultura. 

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