Simone Vanni: “Due anni faticosi, ma di grande soddisfazione”

PISA – A margine dell’evento “Pisa incontra i campioni della nazionale Paralimpica di Scherma” svoltasi nel salone messo a disposizione dell’Arci Pissnova abbiamo sentito il parere di Simone Vanni, commissario tecnico della nazionale Paralimpica, capitanata dalla campionessa in carica ai mondiali di Rio Beatrice “Bebe” Vio.

di Giovanni Manenti

imageD. Simone, tu hai vissuto da protagonista l’Edizione delle Olimpiadi di Atene 2004 come atleta. Che differenze hai trovato nel vivere l’esperienza da tecnico alle Paralimpiadi di Rio 2016?

R. “Dal punto di vista organizzativo e di partecipazione, non ho rilevato alcuna differenza. Il fatto che siano disabili non vuol dire niente, dato che competono con loro simili. Non dimentichiamoci che sono atleti a tutti gli effetti, e che per loro la conquista di un Oro Olimpico ha la stessa valenza che ebbe per me ad Atene. Caso mai, la vera differenza l’ho vissuta nel ruolo, da atleta vivi veramente i Giochi solo il giorno della gara, inizi con i primi turni al mattino e, se va bene, concludi al massimo in serata. Da tecnico, viceversa, tutti i giorni sono importanti, perché ti devi preoccupare che tutto vada per il meglio, seguire i tuoi ragazzi dal punto di vista fisico e mentale, ed in più aggiungi la tensione della gara che non puoi, rispetto a quando gareggiavo, scaricare in pedana. Questi due anni da Ct sono stati davvero faticosi, ma pieni di soddisfazione”.

D. Una domanda che molti si pongono. Si prova “imbarazzo” nell’allenare ragazzi disabili?

R. “Forse ti potrà sembrare strano, ma assolutamente no. Non li guardare così come sono ora (indica “Bebe” ed Emanuele ndr), così tranquilli e carini, quando si allenano farebbero perdere la pazienza ad un Santo. E poi, non ti credere, sono loro i primi a voler essere trattati come se la loro disabilità non esistesse, al contrario la cosa li mortificherebbe. Bisognerebbe che tu assistessi a qualche sessione di allenamento, vedresti quante “cazziate” mi tocca rivolgere loro, pur ammettendo che sono encomiabili ed il rapporto che si è creato è veramente eccezionale”.

D. Simone Vanni ha già in mente che cosa farà da grande?

R. “Premetto, non intendo perdere questo incarico con i ragazzi paralimpici, mi ci sono appassionato ed affezionato, mi dà delle sensazioni uniche e poi grazie soprattutto a “Bebe”, anche in termini di risultati le cose non stanno andando per niente male. Però, ho intenzione di fare il Maestro di Scherma nella nostra città anche a livello di normodotati, al fine di cercare di costruire futuri campioni che possano rinverdire i grandi successi ottenuti dalla Scherma Pisana con Alessandro Puccini, “Toti” Sanzo e me, sarebbe la massima soddisfazione che potrebbe regalarmi uno Sport che in “casa Vanni” è un po’ come una religione”.

By