Il Sindaco Filippeschi ricorda Carlo Azelio Ciampi con parole di ammirazione.

Pisa – Il Sindaco Filippeschi esprime parole di ammirazione verso Carlo Azelio Ciampi, che per la città rappresenta tanto. “Oggi la sua figura esemplare va ricordata per non perdere il filo di un discorso e l’ambizione di un cambiamento possibile che Ciampi impersonava”.

Di seguito la lettera trasmessa.

“Ringrazio il Direttore, professor Vincenzo Barone, per aver pensato e organizzato questa Giornata.

Carlo Azeglio Ciampi è stato un esemplare servitore dello Stato e uno statista di levatura europea, esponente di una selezionata classe dirigente europea che ha rilanciato il progetto dell’Unione, una personalità di straordinaria cultura, sempre spesa con libertà e rigorosa creatività.

Dunque sarebbe riduttivo piegare la sua memoria alla città dove si è formato e che ha amato, come sua seconda città. Visione larga e mai neutrale, consapevolezza delle sfide globali ineludibili,  curiosità meditata e impulso coraggioso per il cambiamento, integrità morale e sobrietà, sensibilità sociale e attenzione ai giovani; l’immagine che dava d’essere un cittadino fra i cittadini, forte per ciò che aveva costruito nella sua vita e nella sua missione – non in solitudine – e non per una leadership gonfiata, artefatta: queste qualità sono chiaramente opposte alle derive che soffriamo e che ci tolgono prospettiva, che esaltano i nostri difetti, con rapide contaminazioni, con estremizzazioni caotiche che alla fine diventano un modo nuovo per sfuggire alle responsabilità, che portano nel vicolo cieco di una stagnazione, che ci fanno perdere tempo prezioso nella competizione globale e disgregano ogni idea forza, a partire da quella dell’Unione Europea.

Eppure proprio le qualità umane e l’opera di un grande italiano richiamano l’universalità dei caratteri di una città, la nostra, ma vorrei dire delle città come pilastri su cui si fonda la civiltà europea e che fanno nascere un’idea d’Europa, come Europa delle città.

Ciampi, parlando a Pisa da Presidente, riportò questa consapevolezza, indicando autogoverno e spirito di autonomia delle città italiane forti nel Medioevo quale carattere che alimenta la spinta rivoluzionaria e unitaria del Risorgimento. Si rifece all’opera di Mazzini, rese omaggio al grande rivoluzionario (e poi grazie ad un amico della città, normalista e suo strettissimo collaboratore, Paolo Peluffo, si è recuperata anche la Domus Mazziniana e realizzato il Memoriale Mazzini). E parlò delle città della conoscenza – delle scienze e di studi umanistici attualizzati, della ricerca – come centri motori di uno sviluppo economico di tipo nuovo.

Propose un’idea ancora fortissima per il futuro, attuale più che mai – era l’anno 2000 –, quella di un’alleanza delle autonomie: con autonomie locali, imprese e università, soci fondatori di questa alleanza.

La crescita di una città anche in tempi di crisi è anche la dimostrazione di questa alleanza, frutto di un’unica visione, della consapevolezza di valori-guida, della difesa e del rilancio di asset fondamentali. Questo hanno significato gli investimenti pubblici fatti, controcorrente, dal comune, dalle università e dai centri di ricerca, da fondazioni, dal sistema allargato dei servizi sanitari; ad esempio, sulle infrastrutture fondamentali per l’internazionalizzazione, qual è l’aeroporto.

I dati rilevati parlano chiaro. Investimenti e azioni di contenuto finanziate senza precedenti, spesso fatti grazie risorse venute dall’Unione Europea su tanti progetti, in tanti campi, in quantità e che per qualità sono la base sulla quale si genera e si può creare nuova economia, che hanno dato vita anche a nuova imprenditorialità, secondo l’obiettivo che il Presidente Ciampi c’indicava. Anche il successo, l’impatto internazionale, del nostro primo Festival della Robotica parla di questa realtà. Pisa ha mantenuto una sua centralità.

L’alleanza delle autonomie ha fatto la sua parte, con grandi sforzi, in tempi difficili. Nulla è venuto per caso o per fortuna.

Semmai c’è da porsi domande sui ritardi dell’azione dei governi e dei parlamenti: Ciampi nell’anno 2000 celebrò il ritrovamento delle Antiche Navi di Pisa, straordinario in sé e possibile volano di crescita. L’Accordo di programma si sottoscrisse nel 2001. Oggi, quando si annuncia la riapertura del cantiere del Museo nell’Arsenale Mediceo, siamo addirittura in imbarazzo a vantare questa potenzialità positiva, per il tempo che è passato, con la mortificazione del lavoro degli archeologi, di studi e laboratori promettenti e nonostante gli sforzi di volontà compiuti a livello locale – ricordo quelli compiuti con il professor Salvatore Settis, proprio qui, in Normale, che poi, sommati ad altri, hanno portato alla conquista di parziali finanziamenti –. Lo stesso si può dire per il trasferimento e il riuso di cospicui beni demaniali o per il riconoscimento delle oggettive necessità di potenziamento del presidio territoriale di sicurezza.

Comunque, la memoria di Carlo Azeglio Ciampi ci sprona a guardare avanti con speranza. E a lavorare in squadra.

Ci ha dato un esempio di come il nostro paese possa essere rispettato e ascoltato sulla scena internazionale se a guidarne le sorti sono personalità rappresentative del meglio di una classe dirigente.

Il suo amore per l’Italia e per le sue città, l’orgoglio che lui manifestava nel ricordare gli anni della sua formazione umana e culturale, delle sue scelte di vita e di parte, la parte dell’antifascismo e della democrazia – si deve sottolineare in questi tempi – sono per noi un patrimonio prezioso, che siamo grati e onorati di rappresentare per ciò che ci spetta, che merita iniziative permanenti di memoria che la Città è pronta a condividere”.

 

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