Siulp Pisa: “Quando 100 Pass(i) ci dividono dal ….. rispetto delle regole!”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo la nota inviataci dal Siulp di Pisa. 

“Signor Prefetto, Signor Questore, Signor Sindaco, Signora Assessora alla Sicurezza, sino a pochi giorni fa, leggendo o udendo la frase “i cento passi” la nostra memoria andava al film nel quale il grande eroismo di Peppino Impastato si contrapponeva alla mafia, indicando per l’appunto in 100 passi la distanza tra la sua casa e quella di un noto mafioso. Oggi, in modo molto più leggero e senza alcun tipo di paragone, neanche minimo, la nostra mente e le nostre orecchie sono rivolte ad alcune frasi espresse (così sembrerebbe) durante il primo consiglio comunale “17.7.2018” dell’era Conti, pronunciate da un “Chi” che sembrerebbe aver attribuito ai vertici della Questura la distribuzione di 100 pass(i) per consentire l’accesso alla Sala Regia del 4° piano di Palazzo Gambacorti per assistere ai lavori di quel consiglio, molto travagliato.  

Ovviamente sulla paternità delle frasi poco ci importa, a memo che dietro quelle stesse non si ravvisino elementi degni di attenzione sotto altri punti di valutazione, certo il fatto ha suscitato in noi del S.I.U.L.P.-PISA tanta indignazione, ovviamente non pari a quella di Peppino Impastato di fronte alla Mafia, ma sempre indignazione.

Come si ricorderà, in tante circostanze, abbiamo scritto e detto alla giunta Filippeschi che le donne e gli uomini della Polizia di Stato come delle altre Forze dell’Ordine non sono i palafrenieri o gli uscieri di nessuna forza politica e di nessun partito, sia esso di destra che di sinistra e pertanto le esternazioni -scarica barile di responsabilità-  lanciate da qualche esponente della giunta Conti contro i poliziotti, con garbo e cortesia li rimandiamo al mittente.

Nell’occasione, ci sia consentito richiamare la Vostra attenzione, pur comprendendo l’inesperienza di alcuni, al rispetto dei compiti, delle funzioni e dei dettati normativi dei vari regolamenti, in testa quello comunale, a partire da quell’ art. 33 e magari, per il futuro evitare che alcuni consiglieri e/o assessori chiedano contezza (anche con veemenza) ai Poliziotti (che ricordiamo devono svolgere il delicato compito di mantenere l’Ordine e la Sicurezza Pubblica secondo regole ben precise) relativamente alla presenza di cittadini, nel caso in specie manifestanti presenti con un sit-in organizzato dalla casa della Donna di Pisa, che si erano portati presso il 4° piano di palazzo Gambacorti durante lo svolgimento del consiglio comunale.

Siamo sicuri che un ripasso ed uno studio attento di quelle norme e di quei regolamenti consentirà in futuro e nei casi come quelli sopra descritti, di rivolgersi alla Polizia municipale o agli uscieri o, magari, a quello stesso individuo che ha tentato goffamente di scaricare la responsabilità sulla Questura citando una non precisata distribuzione di 100 pass(i).

Signor Prefetto, Signor Questore, Signor Sindaco, Signora Assessora alla Sicurezza, purtroppo, oggi dobbiamo registrare che cambiando gli inquilini del palazzo comunale, la musica non è cambiata e ancora una volta una mascherina, con l’atavico giochino dello scarica barile, ha tentato di attribuire responsabilità ai polizotti.

Come nel film di Giordana memoria, noi del S.I.U.L.P.-PISA non nascondiamo la nostra irriverenza nei confronti di chi tenta di ignorare le regole, specie quando queste servono a chiarire i compiti da svolgere da parte dei tutori delle Forze dell’Ordine e della Polizia di Stato durante lo svolgimento, ad esempio, di un consiglio comunale, auspicando che al prossimo Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tutto ciò sia oggetto di analisi ed attenta valutazione da parte delle SS.LL.”.

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