Siulp: “Servono mezzi e materiale non numeri identificativi”

PISA – La proposta di legge inviata alla Commissione Affari Costituzionali della Camera per mettere numeri identificativi su divise e caschi del personale che opera nei servizi di Ordine Pubblico appare, ad avviso del S.I.U.L.P.-PISA, alquanto singolare specie se si pensa che essa sia rivolta a quei tutori delle forze dell’ordine che per missione e non certo per denaro, visto gli stipendi da fame che percepiscono, hanno scelto di servire il proprio Paese per garantirne l’Ordine Pubblico, la Sicurezza dei cittadini e la tenuta dello stato democratico.

“Dire e ribadire che ci si aspetti da chi governa questo Paese risposte certe a tutela di tutte quelle donne e uomini in uniforme che ogni giorno sacrificano la propria vita – si legge nella nota – appare fin troppo superfluo, e certamente non ci saremmo aspettati una proposta di legge in tal senso ma iniziative concrete come la fornitura di materiale studiato per garantire la sicurezza e la sopravvivenza in caso di emergenza operativa, e non parliamo solo di auto blindate ma anche soprattutto di giubbotti anti -proiettili che garantiscano la mobilità durante un intervento, che proteggano da eventuali colpi inferti da lame acuminate”.

“Noi del S.I.U.L.P.-PISA – continua la nota – riteniamo che il contenuto delle ultime disposizioni impartite da S.E. il Capo della Polizia GABRIELLI in tema di divieto di utilizzo di materiale non fornito dall’Amministrazione, sia giustissimo e per questo motivo esprimiamo tutta la nostra avversità a quei procacciatori di convenzioni nate negli ultimi mesi come funghi al fine di comprare a prezzi ridotti quel materiale, però pretendiamo che gli Uffici territoriali dispongano dell’approvvigionamento necessario per soddisfare le esigenze del personale in servizio”.

Ci sia infine consentito esprimere tutto il nostro disappunto nei confronti di quella parte della politica che ancora pensa che i disordini che avvengono nel nostro territorio possano essere nella responsabilità di chi veste l’uniforme, quando necessiterebbe, di contro, un segnale di vicinanza, visto il caro prezzo che tutte quelle donne e uomini ogni giorno pagano anche con la vita, magari semplicemente con strumenti volti a tutelare i tutori delle forze dell’ordine. 

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