Alla Stazione Leopolda di Pisa eminenti giuristi ed economisti italiani e stranieri al convegno sugli investimenti socialmente responsabili

PISA – Si è svolto mercoledì 3 Maggio presso la Stazione Leopolda di Pisa un interessante incontro, promosso dal Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa sul tema “Socially Responsible Investing and Benefit Corporation”, organizzato nell’ambito del progetto interdisciplinare “Development and Harmonisation of Socially Responsible Investment in the European Union” coordinato dal Prof. Luca Spataro.

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Al convegno sono intervenuti eminenti giuristi ed economisti italiani e stranieri. Hanno introdotto i lavori il Prof. Luca Spataro e la Prof.ssa Maria Cristina Quilici. Vari gli interventi e i tavoli degli econimisti che si sono succeduti durante la lunga giornata pisana. Erano presenti tra gli altri Sebnem Akipek Ocal dell’Università di Ankara, Afif Daher dell’Università di Rennes, Sergio Russo (avvocato di Livorno e Domenico Mazzone (Accountant di Prato), Mario Campobasso (Università di Napoli) Dario Latella (Università di Messina), Gabriella Iermano (Università di Pisa), Francesco Barachini (Università di Pisa) che di sono occupati della della parte legale dell’argomento in questione.

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Il convegno ha avuto come argomento principale le cosidette Società benefit, vale a dire un innovativo istituto sinora presente in Europa solo nel nostro ordinamento, ma che al contrario è molto in voga negli Stati Uniti ed a cui si ispira al fine di catalizzare gli investimenti “socialmente responsabili”, in un’ottica di conciliare le finalità di lucro tipiche delle imprese con il perseguimento di obiettivi di pubblico interesse.

Strutturato in quattro diverse segmenti, il convegno ha visto, al mattino, l’intervento del Prof. Luca Spataro e della Dr.ssa Maria Cristina Quirici avente per oggetto una panoramica sugli investimenti socialmente responsabili a livello mondiale, da un punto di vista economico, cui è seguito un successivo analogo intervento, ma analizzato da una prospettiva legale. Nel pomeriggio, invece, il primo tema affrontato è stato quello relativo alla disciplina legislativa delle Società benefit nel nostro paese, per poi concludere i lavori introducendo l’argomento di quale possa essere il futuro in materia di benefit a livello europeo.

Il Prof. Luca Spataro, ha così commentato: “Viviamo in un’epoca in cui è aumentata la sensibilità verso la sostenibilità ambientale e sociale alla luce da un lato delle recenti crisi finanziarie, che hanno mostrato le esternalità negative sulla società da parte della grande finanza, e, dall’altro, sulla base proprio di fenomeni globali e di lungo periodo come il “social working” ed il “global working”. Ecco quindi che rispetto a questi nuovi scenari, quello a cui stiamo assistendo è una rinnovata sensibilità verso queste tematiche da parte di investitori istituzionali, non solo di Governi, ma anche di imprese ed istituzioni finanziarie in senso lato. Questi investimenti socialmente responsabili – prosegue il docente – hanno conosciuto un sensibile trend di crescita in questi ultimi anni, visto che stiamo parlando di un 25% di crescita negli Stati Uniti ed altrettanto in Europa, con assets che ammontano ad oltre ottomila miliardi di dollari investiti in queste attività, e, pertanto, lo scopo di questo convegno è proprio quello di mettere a tema lo sviluppo e l’armonizzazione, anche in chiave europea, di queste tematiche e lo vogliamo fare con un approccio multidisciplinare, poiché è nostra convinzione che questo consenta una maggior presa di consapevolezza“.

Per quanto attiene agli aspetti legislativi, la parola passa pertanto alla Prof.ssa Gabriella Iermano, la quale precisa: “Su questo punto c’è stata una risposta molto forte, non soltanto in Italia, ma anche nel contesto internazionale, ed europeo in particolare, e la disciplina legale delle Società benefit si inserisce a pieno titolo in questo contesto, trattandosi di una novità legislativa assoluta in Europa e che ha un precedente solamente negli Stati Uniti, dove le “Benefit Corporation” sono state introdotte soltanto nel 2010, mentre la loro disciplina, risalente alla “Legge di stabilità” del 2016, rappresenta la risposta italiana, se così si può dire, a quella a stelle e strisce. Il convegno della Leopolda – prosegue la Prof. Iermano – si e’ soffermato per quanto riguarda gli aspetti legali, essenzialmente sulla “Benefit Corporation”, in quanto la Società benefit introduce una novità assoluta nel panorama legislativo italiano, visto che consente di affiancare, al tipico fine lucrativo delle Società, il perseguimento di uno scopo sociale, che viene definito in verità in maniera piuttosto vaga dal legislatore, ma che sicuramente ha una potenzialità eversiva rispetto alla tradizione del nostro Paese. L’argomento va affrontato sotto una duplice ottica; innanzitutto dal punto di vista del giurista italiano, cercando di comprendere quali siano le caratteristiche normative della Società benefit, cosa non del tutto facile in quanto la relativa disciplina è, per molti versi, un po’ lacunosa, mentre invece è essenziale cercare di capire quanto la stessa possa essere efficace per catalizzare gli investimenti socialmente responsabili”.

“La naturale diffidenza degli italiani quando si affrontano tematiche inerenti il sociale – conclude la Prof.ssa Iermano – fa sì che oggi cercheremo di comprendere se queste Società benefit si prestino sul serio a perseguire uno scopo sociale e non si tratti solo di un interesse di facciata, ed a mio avviso è questo l’interrogativo principale ragion per cui affronteremo la questione confrontandoci con degli studiosi europei e non solo, ed al riguardo non posso negare come sia significativo il fatto che il dibattito sull’introduzione delle Società benefit nei Paese europei vada più a rilento rispetto a quanto avviene in Italia, cosa che ci fa anche sorgere qualche dubbio sull’effettiva validità di questa nuova realtà”.

 

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