Solidarietà ad Antonio Mazzeo

PISA – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Valeria Lago di Fratelli d’Italia in solidarietà al Consigliere Pd Antonio Mazzeo.

Apprendere che il consigliere regionale PD Antonio Mazzeo, è stato vittima di intimidazioni e vandalismi ci dispiace e non può che spontaneamente spingerci a solidarizzare. Siamo solidali senza ipocrisia, perché purtroppo sappiamo  benissimo come ci si sente ad essere vittima di violenza ed intimidazione di natura politica da molto prima del consigliere Mazzeo e non ci solleva affatto annoverarlo in questo club sempre meno esclusivo.

Peccato però che l’ ondata di indignazione e solidarietà si riversi sempre poco sul lato destro della politica, non si ricorda la solidarietà da parte degli avversari politici nel caso ad esempio dell’ aggressione ai danni dell’ attuale vice Sindaco di Massa, Guido Mottini, preso a cinghiate   prima delle elezioni;  o dell’ aggressione subita da Andrea Barabotti (Lega)nel 2011 reo di una vaga somiglianza col “Trota”, dell’ aggressione subita dall’ allora consigliere Lega Nord nel Comune di Cascina Susanna Ceccardi al Cep di Pisa, della ragazza di CasaPound presa a sprangate a Firenze nel 2016 o dell’ aggressione subita da Giorgia Meloni a Livorno nel febbraio scorso.  Sembra quasi che la violenza sia un atto dovuto quando la vittima appartiene alle fazioni di destra o tacciata di fascismo. Forse conseguenza proprio di quei cattivi maestri che a sinistra abbondano e  distribuiscono patenti di fascista a chiunque non si allinei e quando gli argomenti scarseggiano, vittime loro stessi di un retaggio degli anni ’70 quando si  diceva “uccidere un fascista non è reato”, pronti ad indignarsi solo quando la mala sorte tocca loro.

A sinistra devono sempre dover realizzare prima di capire la pericolosità di un fenomeno sociale e molto spesso,  anche dopo aver realizzato, la visione continua a rimanere parziale e la memoria corta o selettiva, soprattutto in quanto a frasi fuori dalle righe. Ci auguriamo che per Mazzeo gli episodi spiacevoli si possano ritenere conclusi e al tempo stesso ci auguriamo che questo possa servire ad una riflessione attenta sulla deriva presa dalla dialettica politica negli ultimi anni.

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