Sono circa duecento i volontari che valorizzano il patrimonio culturale pisano

PISA – Il presidente degli Amici dei Musei di Pisa, Mauro Del Corso, approfitta della Pasqua per elogiare i cirva duecento volontari che quotidianamente permettono la valorizzazione del patrimonio culturale pisano. “In questa Pasqua, su cui si addensano come non mai nubi non solo di pioggia ma anche di gravi preoccupazioni sulla situazione socioeconomica,  le cui prospettive si fanno sempre più incerte, mentre sembrano prevalre egoismi ed indifferenza, vogliamo dare un segno di gratitudine e di fiducia. La prima va ai nostri Volontari che, ormai da anni, sono impegnati quotidianamente per la tutela e la diffusione della conoscenza del nostro patrimonio culturale, che a Pisa – e non solo – rappresenta, o dovrebbe, anche un volano di sviluppo economico ed occupazionale. Sono partiti oltre vent’anni fa, con l’apertura della chiesa della Spina, per poi proseguire allargando sempre di più il loro impegno, concreto e discreto: chiese, palazzi, musei, mostre, iniziative culturali, che assommano ormai a oltre diecimila ore di servizio prestato. Un piccolo esercito di quasi duecento persone, uomini e donne, più e meno giovani, di ogni categoria sociale, pensiero, formazione culturale, che non hanno mai chiesto, né chiedono niente, grati solo di poter contribuire in questo modo alla crescita sociale e civile, traendone personalmente un arricchimento culturale e di solidarietà. Attualmente impegnati su ben tre fronti: quello, più impegnativo e che data da lunghi anni, delle collezioni permanenti di Palazzo Blu, fino al 30 giugno; l’altro, più contingente, dell’apertura della cripta di San pietro in Vinculis, per l’importante evento espositivo a supporto del riconoscimento Unesco per la nostra Luminara; un prossimo, se le condizioni climatiche lo consentiranno, per la pubblica apertura dello starordinario cantiere del recupero delle Mura Repubblicane, con una inedita visione e fruzione del secondo complesso monumentale della città. La fiducia, allora, nasce proprio da questo impegno condiviso – che non chiede targhe, nomi, prebende – ma solo di poter essere utili alla propria città ed al suo patrimonio: non ci sembra poco, in un momento storico dove il do ut des sembra la prima rivendicazione. Abbiamo ritenuto opportuno segnalarlo alla città e darne pubblica riconoscenza: anche questi uomini e donne rapptrasentano il futuro di Pisa e, forse, un bell’augurio di Buona Pasqua.

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