Sos sicurezza, “20.000 agenti di quartiere”. Proposta choc del Governatore Rossi. La reazione dei consiglieri comunali

PISA – La proposta in tema di sicurezza del Governatore della nostra Regione, Enrico Rossi, “Ventimila agenti di quartiere”, ha suscitato l’immediata reazione anche di alcuni consiglieri comunali della città della Torre pendente.

“Rossi – ha così commentato Maurizio Nerini, capogruppo in Consiglio di “noiadessopis@fdi-an” – si sveglia solo adesso e dopo ben cinque anni dalle nostre proposte. Basta andare a leggere le nostre copertine su i nostri social dove viene riportato proprio la proposta del vigile di quarterie. Rossi sveglia!”.

“C’è bisogno – ha sottolineato il consigliere Ferdinando De Negri (Pd) – di risposte concrete, che sono state in parte recepite nel “Patto per Pisa sicura”, siglato tra il governo e l’amministrazione cittadina nel 2010 e aggiornato nel gennaio 2018. In particolare il ministro Minniti ha provveduto a inviare a Pisa 10 Carabinieri del servizio antiterrorismo. Inoltre, la giunta ha bandito l’assunzione di 9 vigili urbani nel 2017 e di 13 nel 2018, oltre ad altri 10 per il 2019. La proposta del Governatore Rossi di aumentare le forze dell’ordine in tutta Italia assumendo almeno 20mila poliziotti di quartiere potrebbe essere utile ad aumentare la capacità di controllo del territorio. Ovviamente, il tema della sicurezza va affrontato anche attraverso l’implementazione di misure sociali, che riducano i fenomeni di marginalità, e con azioni di riqualificazione del tessuto urbanistico: e ambedue questi tipi di misure sono state intraprese dall’Amministrazione comunale”.

“Il potenziamento delle forze dell’ordine – ha detto la consigliere Elisabetta Zuccaro (M5S), nella foto – è nel nostro programma nazionale e locale. E’ una proposta che va discussa nelle forme e negli obiettivi. Crediamo che il presidio del territorio sia importante e complementare alle misure di prevenzione di tipo sociale e urbanistico che devono essere necessariamente messe in campo per incidere sulla sicurezza”

“Non amo – ha commentato la consigliera di Sinistra Italiana, Simonetta Ghezzani – le proposte populiste, e quella di Enrico Rossi lo è. Non perché sia falso che l’efficienza e l’efficacia delle forze dell’ordine nel controllo del territorio è scadente. Ma perché occorre dire con forza che non basta aumentare gli addetti alla sicurezza. C’è bisogno di una profonda riforma del settore. Numerose inchieste mostrano un dato: l’Italia è uno dei paesi più militarizzati al mondo. In una inchiesta de L’Espresso di qualche anno fa si legge “l numero di poliziotti, carabinieri e finanzieri è elevatissimo anche rispetto agli abitanti: tra Aosta e Caltanissetta contiamo 508 agenti ogni 100mila persone, contro i 300 della Germania, i 354 della Francia e i 259 della Gran Bretagna…. Un’anomalia, la nostra, dovuta innanzitutto al numero abnorme di polizie autonome, con propri comandi e specifiche strutture: ben 9, se si contano anche la municipale e la provinciale, per una spesa complessiva che supera i 20 miliardi di euro l’anno”. Sembra che negli uffici stia il 60% degli addetti alle forze dell’ordine. Dunque: La sicurezza è un bene essenziale che lo Stato deve garantire. Ma nuove assunzioni devono accompagnarsi a una profonda riforma del settore che riduca apparati inutili e liberi energie per il controllo operativo del territorio”.

“Condivido la proposta” – ha, infine, concluso il consigliere Giovanni Garzella (Pisa è). “Ma non è però sufficiente. Deve essere rivista la legge svuota carceri e le pene per i reati contro la persona e le proprietà private. I cittadini si devono sentire sicuri in casa propria e non soltanto nei quartieri”.

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