A sostegno di Andrea Orlando. L’appello degli amministratori locali. C’è anche il Sindaco Filippeschi

PISA – Il Partito Democratico sta vivendo un momento cruciale della sua storia. Dopo la sconfitta al referendum del 4 dicembre doveva seguire una riflessione compiuta per rifondare e rilanciare il Pd come architrave del sistema politico nel segno di un rinnovato impegno sui suoi valori fondamentali: libertà, democrazia, uguaglianza.

Oggi questa riflessione coincide con il congresso nazionale e per questo riteniamo che Andrea Orlando sia la figura che meglio possa unire le diverse culture e anime del partit per rilanciare il Pd. Nella sua piattaforma politica ritroviamo lo spirito e le ragioni che, dieci anni fa, ci portarono a fondare il Pd, un grande soggetto pluralista, popolare e radicato nei territori, la casa comune delle migliori tradizioni del riformismo italiano. Con Andrea Orlando è oggi possibile tracciare il profilo di un centrosinistra moderno, che non confonde la vocazione maggioritaria con l’autosufficienza ed è attento a coltivare il dialogo con tutte le forze politiche, civili e sociali che si riconoscano nei valori del progressismo. La leadership, da sola, non basta: nessun cambiamento è possibile senza il confronto e la concertazione con i diversi attori che, dalle realtà associative ai sindacati, rendono ricca la nostra società. Sosteniamo Andrea Orlando perché tra i temi principali dell’agenda programmatica del partito ha posto quelli della giustizia sociale, dei diritti, delle lotte alle mafie.

La lotta contro vecchie e nuove povertà e contro le diseguaglianze è una condizione indispensabile per la tenuta democratica del Paese e per un’azione di governo credibile che punta sull’efficacia delle politiche e non sugli annunci. Crediamo che il tema del lavoro sia una questione centrale e che l’obiettivo principale del Pd debba essere quella della piena e buona occupazione per tutti. Ma va raggiunta non
solo regolamentando il mercato del lavoro, ma rinnovando e innovando le politiche attive per l’occupazione.

Pensiamo che si debba guardare all’insieme della società, ma avendo a mente che le forze riformiste e progressiste hanno a cuore anzitutto gli ultimi, chi vive in condizioni di precarietà, difficoltà e povertà, chi deve avere una vita più sicura e la possibilità di far valere il proprio merito grazie a una vera mobilità sociale.

L’indispensabile promozione dell’eccellenza deve avere alla sua base l’equità sociale. Come amministratori siamo convinti che sia necessaria una politica e un Pd che tornino a dare fiducia agli enti locali che investano nelle città d’Italia e che siano in grado di risanare la frattura con le aree periferiche. È necessario fermare l’oscillazione tra centralismo e localismo, con responsabilità, chiarezza dei compiti e sussidiarietà. Dopo una stagione in cui gli enti locali sembravano un costo da tagliare, è tempo di un nuovo grande investimento di fiducia. A partire dai comuni. Va superato il sistema ipercentralista dei tagli lineari, recuperando autonomia impositiva, attenzione alle dinamiche territoriali e alla virtuosità dei comportamenti. Dobbiamo rivedere i vincoli di finanza pubblica, ovvero del pareggio di bilancio, così da poter spendere quei soldi che potrebbero dare ossigeno alla nostra economia. Dobbiamo valorizzare i giovani che fanno l’esperienza di sindaco, di assessore, di consigliere, come avviene negli altri paesi europei. Le città e i territori sono il luogo delle idee nuove, dell’alleanza fra politica e scienza, della sintesi fra culture, della creatività, della partecipazione. La proposta politica di Andrea Orlando è l’occasione per il rilancio del Partito Democratico inclusivo e vincente. Siamo convinti che la futura leadership del Partito Democratico sarà chiama anzitutto ad ascoltare e a ricostruire legami.

Ascoltare prima di tutto i cittadini e i corpi intermedi della società. Vogliamo agire per rafforzare l’ispirazione europeista e innovatrice del Partito ricercando la capacità di conciliare eguaglianza e libertà come elementi fondanti sul quale sviluppare il nostro disegno futuro. La strada che abbiamo deciso di intraprendere dovrà avere un’efficacia anche nelle sedi locali congressuali, che nei prossimi mesi ci vedranno protagonisti perché abbiamo bisogno di un cambio di marcia anche sui livelli territoriali. Con l’auspicio che altre amiche e amici, altre compagne e altri compagni possano presto sottoscrivere il nostro appello, invitiamo i militanti e gli elettori democratici a dare il loro appoggio ad Andrea Orlando come segretario nazionale del Pd.

Ecco i nomi degli amministratori locali della provincia di Pisa che sostengono Andrea Orlando, comune per comune.

Bientina: Corrado Guidi, sindaco e presidente Unione Valdera, Dario Carmassi,
capogruppo e candidato sindaco 2017, Pierina Cetta, assessora, Martina Bagnoli,
presidente Consiglio comunale e delegata Pubblica Istruzione e presidente del Consiglio
dell’Unione Valdera e Roberto Niccoli, consigliere comunale.
Buti: Francesca Di Bella, assessora.
Calci: Valentina Ricotta, vicesindaca, Anna Lupetti, assessora, Stefano Tordella, assessore e segretario Pd Calci, Giovanni Sandroni, assessore, Tommaso Pierini,
consigliere comunale e capogruppo Pd, Filippo Del Moro, consigliere comunale e Maria Chiara Lazzerini, consigliera comunale e segretaria Gd.
Calcinaia: Beatrice Ferrucci, assessora e Antonia Felloni, consigliera comunale.
Cascina: Alessio Rocchi, Lorenzo Ragaglia (capogruppo), Alessia Marrucci e
Paola Viegi, consiglieri comunali.
Castelfranco Di Sotto: Gabriele Toti, sindaco e Federico Grossi, assessore.
Chianni: Martina Perini, consigliera comunale.
Crespina Lorenzana: Thomas D’Addona, sindaco, David Bacci, Lisa Balluchi, assessori
e Marco Romboli, consigliere.
Fauglia: Carlo Carli, sindaco.
Lajatico: Alessio Barbafieri, sindaco e Stefano Paperini, assessore;
Montecatini Val Di Cecina: Sandro Cerri, sindaco.
Montopoli: Linda Vanni, vicesindaco, Samuele Fiorentini, assessore e Marina Remorini
e Giulio Bonfanti, consiglieri comunali.
Palaia: Marco Gherardini, sindaco, Tommaso Cedri, vicesindaco, Roberto Fiore,
assessore
Pisa: Marco Filippeschi, sindaco, Andrea Ferrante, Sandra Capuzzi, Ylenia Zambito e
Salvatore Sanzo assessori, Alessandra Mazziotti, Antonietta Scognamiglio e Francesca
Del Corso, Juri Dell’Omodarme consiglieri comunali.
Pomarance: Garfagnini Marco, capogruppo e Calvani Dario, consigliere comunale.
Ponsacco: Francesca Brogi, sindaco, Tamara Iacoponi, Fabrizio Gallerini, Massimiliano
Bagnoli assessori, Luca Favilli, Cinzia Minuti, Sandra Nencioni, Eleonora Landi consiglieri comunali.
Pontedera: Simone Millozzi, sindaco, Matteo Franconi e Liviana Canovai, assessori,
Lucia Curcio, presidente del Consiglio comunale, Mattia Belli, Floriano Della Bella,
Roberto Fabio Tognetti, Giorgio ciampalini e Simone Cappelli, consiglieri comunali.
San Giuliano Terme: Sergio Di Maio, sindaco, Matteo Cecchelli, Roberta Paolicchi,
Stefania Giorgi, Fabiano Martinelli e Giuseppina Lotti, Franco Castellani consiglieri.
San Miniato: David Spalletti e Giacomo Gozzini, assessori e Letizia Martinelli, consigliere comunale.
Santa Croce Sull’Arno: Giulia Deidda, sindaca, Carla Zucchi e Piero Conservi,
assessori, Giampiero Testai, Daniele Bocciardi e Mazzetti Silvia, consiglieri comunali.
Terricciola: Mirko Bini, vicesindaco, Roberto Banchellini, capogruppo, Silvia
Marmeggi e Giulia Bandecchi, consiglieri comunali.
Vecchiano: Sara Giannotti, capogruppo.
Vicopisano: Andrea Taccola, assessore e Nico Marchetti, presidente del Consiglio
Comunale.

Consiglieri regionali: Alessandra Nardini, Andrea Pieroni.
Sostiene Andrea Orlando anche Maria Chiara Carrozza, deputata e presidente del comitato regionale per il ministro della Giustizia.

«Siamo tanti e qualificati – commenta Marco Filippeschi, sindaco di Pisa –. L’adesione di molti amministratori è la testimonianza del bisogno di cambiamento del Pd che sente chi è impegnato in prima linea e in questi anni ha sofferto l’indebolimento del partito e la penalizzazione delle autonomie locali. Si può compromettere la tradizione del riformismo municipale così forte in Toscana. Se non si cambia si corre il rischio che si ripetano i brutti risultati avuti nelle elezioni comunali e regionali degli ultimi anni. Si devono ritrovare motivazioni forti, che appassionano. Serve una visione nuova. Il Pd deve guardare con umiltà alle domande dei giovani e al malcontento sociale. Non può rappresentarsi con un uomo solo al comando. Dev’essere il luogo dell’ascolto e delle decisioni che si prendano dopo il confronto con le rappresentanze sociali. Identificarsi nel governo vuol dire impoverire il dialogo e apparire arroganti. Per questo serve un segretario che faccia il segretario. Gli amministratori locali sono impegnati ogni giorno ad ascoltare e a fare. Il consenso si costruisce così. La mozione di Andrea Orlando è quella che con più coraggio e in modo più concreto affronta i temi del governo locale e quelli della vita del partito, proponendo la sua rifondazione dal basso, chiedendo maggiore partecipazione».

«Siamo in tanti a pensare che sia necessario ricostruire il Partito Democratico – sottolinea Alessandra Nardini, coordinatrice del comitato provinciale per Andrea Orlando –: deputati, consiglieri regionali, sindaci, assessori, consiglieri comunali. E lo chiediamo per primi proprio noi, che siamo stati eletti tra le fila di questo partito. Una comunità politica che vogliamo sia inclusiva e che sostenga i suoi amministratori, non li lasci soli, né appalti solo a loro il fare politica.
Non vogliamo un partito degli eletti, non è questo il modello in cui crediamo: vogliamo un partito che guidi e indirizzi chi ha l’onere e l’onore di amministrare, che dia ossigeno agli enti locali e che sappia valorizzare le esperienze virtuose messe in piedi nei vari territori.
Le periferie devono tornare al centro del dibattito politico, le periferie fisiche delle aree urbane ma anche le periferie sociali.
Dobbiamo avere il coraggio di dire che la spesa pubblica va riqualificata e non ridotta, rimuovendo sprechi e inefficienze. Dobbiamo ridare fiducia agli enti locali, che non sono un costo da tagliare, ma un presidio di democrazia e partecipazione, freno alla disgregazione sociale e alle tendenze populiste. Vanno semplificate le procedure e gli adempimenti, sostenuto un vero ricambio generazionale e occorre investire di più e meglio nei settori che riteniamo fondamentali: istruzione, sanità, ricerca, politiche sociali. Le due parole che devono muovere ogni nostra azione sono crescita inclusiva ed uguaglianza. A tutto ciò servono la politica, la capacità di ricostruire e di unire. Serve un segretario che se ne faccia carico e si dedichi solo al partito, con competenza e passione. Noi queste caratteristiche le ritroviamo pienamente nella proposta congressuale di Andrea Orlando, e perciò in tante e tanti abbiamo scelto di sostenerlo e di sottoscrivere questo appello. Sabato 22 aprile, a Bologna, amministratrici e amministratori di tutta Italia si confronteranno con lui per scrivere insieme una nuova agenda degli enti locali. È questo il Partito Democratico che vogliamo, quello del buon governo».

By