“Spioni, spiati. Etica e democrazia” la conferenza di chiusura degli Open Day della Ricerca

PISA-  Si sono chiusi oggi gli Open Day della Ricerca organizzati dall’Università di Pisa al Polo Carmignani di Piazza dei Cavalieri. Alla conferenza conclusiva, “Spioni, spiati. Etica e democrazia” , aperta dai saluti dal rettore Massimo Augello e dal direttore de L’Espresso Bruno Manfellotto, hanno partecipato il filosofo Remo Bodei, i giuristi Stefano Rodotà e Michele Ainis e i giornalisti Stefania Maurizi  e Alessandro Gilioli de L’Espresso.

Stefano Rodotà (foto pisanews.net)
Stefano Rodotà
(foto pisanews.net)

In videocollegamento dall’ambasciata ecuadoriana di Londra, dove è rifugiato dal giugno del 2012, Julian Assange- fondatore di WikiLeaks, ha parlato a lungo della sua condizione, dei progetti futuri e dei rischi che corrono le democrazie con l’odierno controllo dei dati: “Poche persone accumulano miliardi di dati e hanno una posizione dominante che bisogna combattere mediante interrogazioni parlamentari, pubblicazioni, ogni cosa è importante”, ha sottolineato Assange. “Purtroppo, siamo in un ‘mare magnum’ di sorveglianza che coinvolge tutte le nazioni. C’è un sistema informatico che controlla il mondo intero. Ma una società non può controllare i suoi cittadini. Altrimenti, ci aspetta un totalitarismo assoluto, come gli Stati Uniti hanno dimostrato nel caso Nsa. Il controllo di Internet è il controllo della società globale, per questo bisogna regolarlo e sottrarlo dall’influenza degli Usa e altri paesi. Il destino dell’umanità è legato indissolubilmente al futuro di Internet”.
L’intervento di Rodotà si è concentrato sul binomio fondamentale Etica e Regola, ricordando che se la regola è stata vista dal mondo informatico come limitazione è però anche garanzia di libertà per l’individuo; per garantire i cittadini, ha ricordato il filosofo, il Brasile ha aperto la strada approvando recentemente la Carta dei Diritti in Internet (Marco Civil) , ed anche l’Europa sta lavorando in questa direzione con un’ampia legislazione in merito.
Sia il filosofo Bodei che il giurista Ainis si sono soffermati sul concetto di privacy per l’individuo, come “libertà imprescindibile di fare, agire, sentire e comunicare” per Bodei e come “diritto ad essere lasciati soli” e non controllati per Ainis.
Se è chiaro che l’era di internet ha segnato la fine della sovranità dell’individuo è anche evidente che non è pensabile tornare indietro e che è sempre più necessario fissare nuovi parametri per coniugare etica, democrazia e sicurezza, come ha ricordato il rettore Augello.

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