“Sport and Anatomy”, quanto conta la preparazione atletica nel calcio. Lisuzzo: “Ad agosto siamo stati bravi nonostante l’assenza di preparazione”

PISA – “Evoluzione delle tecniche di preparazione atletica nel calcio”, questo il tema del master “Sport and Anatomy” che SI e tenuto nella suggestiva cornice della Gipsoteca di Arte Antica a cui ha partecipato anche il difensore nerazzurro Andrea Lisuzzo assieme a molti personaggi del mondo del calcio.

di Antonio Tognoli

Il tutto e’ stato coordinato dal giornalista Sky Gianluca Di Marzio e organizzato dall’Università di Pisa. Tra gli latri erano presenti al master Renzo Ulivieri (presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio), Giovanni Galli, Alessandro Birindelli, Federico Guidi, Roberto Sassi, (preparatore atletico Juventus) e Marco Gesi (Prorettore dell’Università di Pisa con delega allo sport).

Dal dibattito è emerso che sempre più in futuro il singolo atleta si avvarrà di un personal trainer, anche se, come ha detto Sassi, “ci vuole il giusto equilibrio, perché il calcio è uno sport di squadra e un responsabile di Club deve coordinare il lavoro collettivo, lavorando in equipe con tutti i professionisti”. Il professor Roberto Sassi, ha ricevuto il Premio alla carriera professionale “Sport and Anatomy”, con una targa che è stata consegnata dal professor Gesi e dal presidente dell’ Associazione Italiana Preparatori Atletici Stefano Fiorini.

Il difensore nerazzurro Andrea Lisuzzo ha avuto modo di far conoscere il caso Pisa della scorsa estate: “Quest’anno non abbiamo avuto una preparazione atletica adeguata, una cosa fondamentale ed importante per tutti gli atleti, per la prevenzione degli infortuni. Noi abbiamo avuto fortuna perché in relazione alla preparazione, abbiamo avuto pochi infortuni”,

Lisuzzo spiega il lungo periodo in cui la squadra è rimasta senza la guida tecnica: “C’è stato un periodo lungo 20-25 giorni che non abbiamo avuto la guida tecnica, mister Gattuso e’ venuto a mancare”.

Lisuzzo svela: “In quel periodo abbiamo avuto un contatto diretto a distanza con il mister, anche se la società poteva non essere d’accordo. Abbiamo chiesto a lui dei consigli. Non è stato facile, perché quando manca un leader, una guida tecnica, unire 25 teste non è stato facile. Abbiamo cercato di limitare i danni, trovare compromessi in campo e soprattutto non farci male in quel periodo centellinando ogni cosa. Io e Mannini siamo stati i fratelli maggiori del gruppo, siamo stati bravi, cercando di tirare avanti la carretta. Ci siamo tenuti in allenamento. Ci rendiamo conto che tuttociò è stato poco professionale, ma abbiamo tenuto bene botta, vincendo anche due partite di Coppa Italia con il Brescia e la Salernitana”.

Lisuzzo conclude: “I risultati migliori li abbiamo ottenuti all’inizio della stagione, poi la scarsa preparazione e i vari problemi si sono fatti sentire oltre che ad un po’ di sfortuna e abbiamo pagato dazio”.

La Foto sopra è tratta da Pisachannel

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