Sport dopo l’ultimo DPCM: si ferma l’attività di base. Dilettanti proseguono i campionati FIGC

PISA – Scongiurata una chiusura dei campionati dilettanti. Niente stop dunque. È quanto deciso dal Governo e poi esplicitato nel DPCM pubblicato nella tarda serata di domenica 18 ottobre.

Timori della vigilia spazzati via per il momento. Pareva certo lo stop al calcio dilettanti a livello regionale, dai campionati di Eccellenza in giù. Nel DPCM si evince invece come nuova norma, i campionati dilettanti di interesse nazionale (Serie D) e regionale (quindi dall’Eccellenza alla Seconda Categoria) sono esclusi dallo stop.

Si potrà giocare ovviamente rispettando il Protocollo. Viene fermata invece l’attività a livello provinciale e l’attività di base. Il settore giovanile, tanto per intenderci.

La squadra di una scuola calcio di giovanissimi o pulcini potrà continuare ad allenarsi, ma senza giocare partite. Dopo un lungo confronto in Consiglio dei Ministri, con il CTS e le Regioni, è prevalsa una scelta di buon senso“, ha detto il Ministro Spadafora.

Per chi pratica il calcio nell’ambito di una società sportiva a livello dilettantistico provinciale, dunque, sarà possibile continuare ad allenarsi a livello individuale e fare allenamenti con i compagni di squadra, evitando però il contatto e quindi di fare sia “partitelle” o sessioni di gioco con gli altri, sia di svolgere partite contro altre società.

Dalle informazioni parziali che abbiamo il nuovo DPCM avrebbe confermato i nostri timori – ha dichiarato Cosimo Sibilia il presidente della Lega Nazionale Dilettanti – Perché se da un lato sembrerebbe garantita la prosecuzione dell’attività dilettantistica a livello nazionale e regionale, non possiamo dire lo stesso per quella provinciale e giovanile. Se così fosse siamo preoccupati perché impedire lo sport soprattutto a bambini e ragazzi equivale a creare un forte squilibrio tra una socialità organizzata e quella disorganizzata, quella che porterà migliaia di giovani a vivere il proprio tempo libero senza regole e senza responsabilità, a differenza di ciò che avrebbero potuto garantire le società sportive dilettantistiche che hanno investito risorse e mezzi per consentire la ripresa in sicurezza delle attività sportive. Trovo grave considerare lo sport un’attività non essenziale, come anche non aver cercato un confronto con chi organizza e gestisce lo sport di base nel nostro Paese”.

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