Stalking. La compagna di Andrea Buscemi scrive a Mara Carfagna

PISAMartina Benedetti, attuale compagna dell’assessore alla cultura Andrea Buscemi scrive un accorata lettera a Mara Carfagna, vicepresidente della Camera dei Deputati che nei giorni scorsi a Montecitorio ha lanciato “Non è normale che sia normale“, che punta a sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne.

“Ogni tre giorni una donna viene uccisa da chi diceva di amarla”, esordisce l’ex ministro per le pari opportunità, promotrice nel 2007 della legge per il reato di stalking intervistata da Il Fatto Quotidiano. “I casi di violenza sono spesso una guerra silenziosa che si consuma all’interno delle mura domestiche. Ma per cambiare non bastano le leggi (l’ultima proposta è un emendamento che riconosca un fondo per assistere le famiglie affidatarie degli orfani di un femminicidio) Bisogna cambiare la testa delle persone. Mettere in campo una rivoluzione culturale e delle testimonianze che smuovono le coscienze”. Il progetto, che chiede di condividere sui social video e foto che denuncino la problematica, accompagnati dall’hashtag #nonènormalechesianormale, è stato già appoggiato da molti personaggi del mondo dello spettacolo, da Alessandra Amoroso, a Selvaggia Lucarelli, fino a Fiorello e Ivan Zaitzev. “Abbiamo voluto dimostrare – spiega ancora la Carfagna – che si può fare un uso virtuoso di quei social da dove spesso vengono diffusi messaggi di odio”.

Questa la lettera di Martina Benedetti compagna di Andrea Buscemi indirizzata proprio alla Carfagna. “Gentile Presidente Mara Carfagna,
Mi chiamo Martina Benedetti e sono la compagna di Andrea Buscemi.
Le scrivo perché davvero non mi aspettavo da parte Sua una presa di posizione tanto ingiusta e mistificatrice di una realtà completamente diversa da come è stata presentata. Non me l’aspettavo da Lei, che ha subito nel corso della sua vita attacchi personali piuttosto pesanti, quindi conosce molto bene lo stato di impotente frustrazione nel quale ci fa precipitare la calunnia mediatica. A suo tempo mi indignai molto per come l’avevano insultata e da donna mi sentii offesa per lei. Quindi vorrei che si rendesse conto del grande dolore che questa assurda montatura mediatica provoca alle donne che sono intorno ad Andrea Buscemi, non soltanto a me che sono la sua compagna, ma anche a sua madre che è molto anziana e non riesce a comprendere tutta questa malevolenza per un figlio che è stato per lei motivo di orgoglio e di consolazione. Da ormai nove anni condivido la mia vita con Andrea Buscemi e, se ci fosse stata una minima inclinazione alla violenza questa sarebbe emersa. Le assicuro Presidente che anche la reazione a tutta questa spiacevole vicenda non l’ha portato a ribellarsi con aggressività alle varie manifestazioni di vero e proprio odio, ma piuttosto a intristirsi e a perdere la sua proverbiale verve toscana.
Quindi, per concludere, prima di esporre alla gogna mediatica una persona assolta in giudizio dall’accusa di stalking, ponendola alla stessa stregua di un assassino e di un criminale che ha sfigurato con l’acido la propria compagna, dovrebbe riflettere con molta attenzione. Lei riveste una carica istituzionale, cosa che dovrebbe portarla ad essere saggia e prudente, invece ha scelto di organizzare il suo show mediatico non in un teatro o in un cinema, ma proprio in una sala della Camera dei Deputati e questo uso poco accorto della Istituzioni mi ha profondamente offesa e indignata come cittadina. Con rammarico e profonda delusione la saluto augurandomi che per il futuro faccia miglior uso delle cariche che la vita l’ha portata a ricoprire”.

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