Start per la Variante di Monitoraggio a Pisa. Di che si tratta?

Pisa – Approvata la variante di monitoraggio: vantaggi e progressi per la città.

La Variante di monitoraggio è uno strumento previsto per legge e che ha l’obiettivo, alla scadenza delle schede norma presenti nel regolamento urbanistico (5 anni), di valutare quelle non attuate per confermarle, cancellarle o modificarle.

A comunicare la notizia è l’assessore all’urbanistica Ylenia Zambito, che comunica: «La variante di monitoraggio ci permette di intervenire sulle schede norma, con lo scopo di rispettare l’ambiente garantendo lo sviluppo possibile. Riduciamo la superficie costruibile di 30mila metri quadrati (Superficie Utile Lorda) e rafforziamo i piani di recupero».

Anche il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, si è mostrato entusiasta e prevede maggiore sicurezza idraulica della città».

Obiettivi:

  1. Incentivare sia attraverso le norme che attraverso l’individuazione di piani puntuali, il recupero del patrimonio edilizio esistente
  2.             Messa in sicurezza idraulica della città
  3.             Favorire interventi all’interno del tessuto urbano (trasformato) ai fini residenziali: con il recupero dei sottotetti, con l’estensione delle norme per l’ampliamento degli edifici esistenti e dei lotti di completamento del sistema residenziale con un tetto massimo di superficie utile lorda di 150 m2 con osservazione. Semplificazioni per favorire interventi di conservazione
  4.             Accogliere esigenze manifestate dal 2001 ad oggi. Si è preferito dare risposte adeguando e modificando le norme poiché più rispondente a criteri di trasparenza
  5.             Esclusione delle aree agricole e di connessione dalle trasformazioni urbane, anticipando in questo modo le scelte che guideranno il nuovo piano strutturale d’area
  6.             Centro storico: al fine di favorire il recupero degli ambiti consentire di intervenire anche per piani di recupero su porzioni più limitate

Riduzione del carico ambientale – La superficie utile lorda (SUL) che si cancella è di circa 30.000 mq. Sono state confermate tutte le schede che prevedono parchi pubblici. Sono confermate tutte le previsioni relative ad aree ed edifici da destinare a parcheggi. Previsioni urbanistiche in linea con quello che è successo negli ultimi anni: il bilancio complessivo del consumo di suolo è stato dal 1993 ad oggi (24 anni) dello 0,96% del territorio del Comune di Pisa (179 ettari su 18.562). Se considerassimo la superficie del Comune escluso il Parco (che corrisponde al 70% del territorio) la percentuale è del 3,3% (179 ettari su 5.340). L’ aggregato urbano del 1999, quando fu approvato il Piano Strutturale, è rimasto sostanzialmente compatto, perché le trasformazioni sono avvenute al suo interno senza sottrarre suolo agricolo.

Piani di recupero delle aree industriali dismesse – Sfruttando la norma 1.6.3 del regolamento urbanistico sono stati individuati dei piani di recupero di fabbricati esistenti prevedendo un eventuale cambio di destinazione d’uso ma non un significativo incremento della SUL e dei volumi esistenti.

Sicurezza idraulica – Introdotta una norma che prevede, in tutto il territorio non urbanizzato, comprensivo delle aree agricole, di connessione e dei parchi urbani, la possibilità di modifica del suolo per sistemazioni ambientali finalizzate all’eliminazione del rischio idraulico e per la realizzazione di casse di laminazione.

Recuperi a fini residenziali –           Introdotto per gli ambiti Q3b e Q3c l’ampliamento (per edifici residenziali non storici di due piani fuori terra) e per la nuova costruzione nel lotto edificabile (purché fronte strada) di edifici residenziali con limite di superficie utile di 150 mq

Progetto Caserme – Con la cancellazione da parte del TAR della scheda che prevedeva la realizzazione della nuova caserma per accogliere le forze dell’Esercito, sono decadute automaticamente anche le schede che prevedevano la trasformazione delle tre Caserme presenti in città: Bechi Luserna, Artale e Distretto. Infatti, la trasformazione delle attuali Caserme era consentita solo dopo la realizzazione della nuova Caserma. Non appena sarà definito con il Ministero della Difesa il nuovo programma per la delocalizzazione delle Caserme, sarà possibile recepire un piano di recupero delle Caserme sfruttando la norma 1.6.3

 

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