Strade provinciali in dissesto: le responsabilità sono dei tagli del Governo e non dei lavoratori

PISA – La Fp Cgil attraverso un comunicato analizza la situazione di dissesto in fatto di manutenzione delle strade della nostra Provincia.

dell I drastici tagli operati dal governo alle risorse per la manutenzione della strade Provinciali, producono una impossibilità a svolgere interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che non può essere imputata ai lavoratori, ma bensì a chi ha governato la fase di transizione dele Province in attesa della riforma costituzionale ed operato tagli ancora una volta ad alzo zero senza una logica costruttiva organica e senza pensare alle pesanti ricadute per i cittadini.

Dei 9.000 chilometri di strade provinciali presenti in Toscana, almeno l’80 per cento necessita di interventi urgenti di manutenzione per i quali le Province non hanno le risorse dopo anni di continue riduzioni delle risorse, denunciate perfino al prefetto ed al ministero delle infrastrutture.

La colpa di ciò non può essere imputata alle Province né tantomeno ai suoi lavoratori, ma bensì alla “riforma Delrio”, una riforma su cui, alla luce degli esiti del referendum del 4 dicembre pendono gravi dubbi di incostituzionalità e che, come denunciato in questi due anni dalle organizzazioni sindacali confederali, in primis la CGIL, non ha prodotto né razionalizzazione né tantomeno risparmi, ma solo tagli di servizi essenziali ai cittadini.

Ma come si può pensare di dare sempre la colpa a fantomatici disservizi e sprechi, quando invece i lavoratori sono sempre in prima linea per garantire i servizi pur in assenza di risorse? Proviamo a ribaltare la nostra linea di pensiero: e se tutto fosse legato ad un disegno di altra natura, un “depistaggio” derivato da scarsa capacità politica e distanza dalla realtà dei fatti, una mancanza atavica di risorse di cui vengono sempre accusati i più deboli? Degli effetti devestanti di una riforma demagogica come quella Delrio a Pisa ne abbiamo avuto molti esempi concreti: chiusura dello sportello di informazione turistica in piazza Vittorio, chiusura delle sportello per i finanziamenti alle imprese, destino incerto delle biblioteca provinciale, mancata attuazione del progetto del nuove edificio di via Gioberti (che avrebbe dovuto diventare una cittadella socio/culturale gestita dalla Provincia), aumento esponenziale dei canoni del demanio idrico e più di ogni altro drastici tagli alle risorse destinate alla manutenzione delle strade e dei plessi scolastici di competenza delle Province, con gravi ripercussioni per la vita quotidiana dei cittadini.

Sulle strade provinciali le risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria sono state tagliate dal Governo riducendole, da circa i 10.000 euro annui a chilometro, a circa 4.000 euro per chilometro, come dire che per ogni metro lineare di strada per tutta la sua ampiezza si possono spendere ogni anno circa 4 euro (una colazione) al fine di realizzare bitumature, taglio erba potatura piante segnaletica stradale manutenzione ponti, muri di sostegno piano neve e ghiaccio ecc. Allora via con il Walzer dei limiti di velocità e portata, via con le multe associabili spesso ad una prebenda il cui contribuente è l’ utente della strada che però non ha servizi efficienti ma spesso “deficienti”. Inoltre si pensi che l’ abbandono delle sole strade ha portato ad oggi ad avere la necessità di spendere oltre 100 milioni di euro per riportare a uno stato manutentivo appena sufficiente le piattaforme stradali e le relative pertinenze.

Poco importa che il personale addetto alla sorveglianza e manutenzione sia ridotto del 50% della dotazione minimale e sia ad oggi composto da lavoratori con età media molto superiore ai 50 anni , con due unità lavorative ogni circa 100 km di viabilità, senza nessun mezzi meccanico operativo, che vivono la frustrazione, anche nella loro qualità di cittadini, di non poter garantire i servizi come vorrebbero, anche per le proprie famiglie che percorrono anch’esse giornalmente le viabilità Provinciali.

Eventi tragici, si devono tradurre in una seria riflessione sulle responsabilità politiche di chi ha operato questi tagli scellerati, e sulle azioni concrete da intraprendere per garantire la sicurezza dei cittadini perchè questo deve fare uno stato, partendo dalla manutenzione delle strade di tutte le categorie (comunali, provinciali, Regionali) e non certo in un atto di accusa verso i lavoratori, che di questa situazione sono le prime vittime. Seria riflessione che dovrebbe essere estesa anche ad altri settori della P.A., quali l’edilizia scolastica e la Sanità, solo per citarne alcuni.

A questi lavoratori deve essere garantita l’opportunità di svolgere serenamente i propri compiti, e non essere additati come colpevoli di fatti indipendenti dalle loro volontà.

Fonte: Segreteria FP CGIL Pisa

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