Strisce blu sul litorale: il Tar dà ragione al Comune

PISA – La Sentenza del Tar dà ragione al Comune e torto alle Associazioni Centro Commerciale Naturale di Marina di Pisa e Confesercenti che richiedevano l’annullamento della delibera della Giunta Comunale riguardante la questione della sosta sul Litorale e degli stalli blu gratis per i residenti. I ricorrenti dovranno anche pagare quattromila euro.

ECCO L’ORDINANZA DEL TAR

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
sul ricorso numero di registro generale 757 del 2016, proposto da:

Associazione del Centro Commerciale Naturale di Marina di Pisa, Associazione Confesercenti Toscana Nord, rappresentate e difese dagli avv.ti Vanessa Manzetti e Peter Lewis Geti, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Michele Sanfilippo in Firenze, Via G. Vico 6;

contro
Comune di Pisa, rappresentato e difeso dagli avv.ti Susanna Caponi, Gloria Lazzeri e Giuseppina Gigliotti, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Graziella Ferraroni in Firenze, Via XXIV Maggio 3;
nei confronti di
Pisamo S.p.A.;
per l’annullamento,
previa sospensione dell’efficacia,
della delibera della Giunta comunale n. 74 del 3.05.2016, recante “Modifica e integrazione deliberazioni G.C. n. 163 del 24.11.2015 e G.C. n. 52 del 7.04.2016”, pubblicata all’albo pretorio del Comune di Pisa in data 9.05.2016, di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali e in particolar modo la deliberazione di Giunta comunale n. 52 del 7.04.2016.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Pisa;
Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 22 giugno 2016 il dott. Pierpaolo Grauso e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Considerato:
– che le associazioni ricorrenti allegano, a sostegno della domanda cautelare, il pregiudizio grave e irreparabile del quale risentirebbero gli operatori commerciali insediati nell’area interessata dagli effetti del provvedimento impugnato;
– che tuttavia, a fronte delle specifiche contestazioni sollevate sul punto dall’amministrazione resistente, l’esistenza del periculum in mora non è sostenuta da alcun principio di prova in ordine all’effettività e alla consistenza del danno paventato (il presunto calo di fatturato e le disdette di prenotazioni non sono dimostrate in capo ad alcuno degli operatori asseritamente lesi dal provvedimento impugnato);
– che per tali assorbenti ragioni la domanda cautelare non può trovare accoglimento, anche a prescindere dai pur problematici profili attinenti alla legittimazione attiva delle ricorrenti;
– che le spese della presente fase seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Prima) respinge la domanda cautelare e condanna le associazioni ricorrenti alla rifusione delle spese di fase, che liquida in complessivi euro 4.000,00, oltre agli accessori di legge.
La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 22 giugno 2016 con l’intervento dei magistrati:
Armando Pozzi, Presidente
Bernardo Massari, Consigliere
Pierpaolo Grauso, Consigliere, Estensore

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