Sulla bandiera bruciata in corteo arriva la solidarietà di Cgil, Manciulli e Chiti

PISA – Sulla bandiera del Pd bruciata surante il corteo degli studenti e dei Cobas, arriva la solidarietà al primo partito cittadino anche da parte del suo segretario della Toscana Andrea Manciulli, da vannino Chiti e dalla Cgil pisana.

Andrea Manciulli (segretario Pd Toscana): “Questa non è democrazia”

“Quelle persone che hanno messo in scena l’incendio della bandiera del PD scendono in piazza per manifestare le loro idee ma evidentemente vorrebbero reprimere quelle degli altri. Non è questa la democrazia. Questa è barbarie. Speriamo che anche i promotori della manifestazione prendano le distanze da questo atto di intolleranza che non avremmo voluto vedere”, conclude Manciulli.

Vannino Chiti (vicepresidente Senato): “Gesto di intolleranza)

“Bruciare la bandiera di un partito politico è un gesto di intolleranza da condannare con fermezza. Gli studenti italiani protestano giustamente per difendere il loro diritto allo studio e al futuro, ma quanto accaduto oggi a Pisa nulla ha a che vedere con la dialettica democratica”.

Cgil pisana: “Solidarietà al Pd”

“Piena e incondizionata solidarietà al Pd per il vile e barbaro gesto verificatosi stamani durante una manifestazione cittadina” è stata espressa dal segretario provinciale della Cgil pisana, Gianfranco Francese, dopo che alcuni manifestanti hanno dato fuoco in piazza a una bandiera del partito. Bruciare una bandiera – ha spiegato Francese – è un gesto, nel suo simbolismo, di inaudita violenza, è un modo di incitare all’odio nei confronti delle persone che in quei simboli si riconoscono. Niente a che vedere con i tanti studenti e studentesse che si battono insieme ai lavoratori della scuola e dell’università e lo hanno fatto anche oggi, per un’istruzione e formazione pubblica e di qualità”. Infine, Francese si rivolge direttamente “allo sparuto gruppo di odiatori di professione che a Pisa cercano di infiltrarsi nel reale disagio sociale” affermando che “come sempre troveranno in tutte le forze democratiche un muro invalicabile”.

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