Sulla tessera del tifoso ancora molti elementi contrastanti. La parola agli esperti

PISA – Presente alla serata dell’Abitalia Tower Plaza in cui si parlava della tessera del tifoso (Fidelity Card)  e le problematiche per poter arrivare ad una soluzione per favorire regole meno rigide verso il tifo organizzato, il Prefetto di Pisa Francesco Tagliente.

In passato Tagliente ha svolto il compito di questore pro-tempore a Firenze. “Rivendico con orgoglio – esordisce il Prefetto – la gestione sulla sicurezza negli stadi. Però per me c’è sempre stata la massima attenzione verso i tifosi. Ci deve essere lo sfottò e l’ironia, ma anche il rispetto delle regole”.

Lei ad Empoli fu anche al centro di un curioso esperimento…

“Sottotraccia ed in silenzio abbiamo sperimentato per sei mesi ad Empoli, lo stadio senza Polizia, portando i nostri poliziotti in centro con il permesso di intervenire ove ce ne fosse bisogno. L’esperimento fu riproposto anche a Firenze, in Fiorentina-Liverpool dove i poliziotti furono dislocati ancora più lontano dall’evento e anche in gra segreto”.

Il prefetto di Pisa Francesco Tagliente

Questo esperimento fu proposto anche a Roma?

“Sì per due partite, dove addirittura i nostri uomini poterono agire per un atto di criminalità. Nel frattempo all’Olimpico si stava giocando la partita”.

Come fu possibile tutto questo?

“Per la grande professionalità dei nostri uomini ma soprattutto ci siamo seduti intorno ad un tavolo. Ci fu uno scambio di opinioni e un rispetto reciproco molto alto, tra il Questore pro tempore e i rappresentatnti del tifo. Molte città internazionali presenro come esempoio questa politica”.

Non pensa che la tessera abbia allontanato la gente dallo stadio?

“Da Prefetto rappresento un ruolo attivo nella sicurezza pubblica e devo lasciare all’osservatorio le decisioni e le risposte di questo tipo. Gli Ultras sono comunque una risorsa per la città, per la società e per la squadra”.

Roberto Massucci

Roberto Massucci vice presidente dell’Osservatorio per le manifestazioni sportive del Viminale, non si posta di una virgola sulle regole dettate dalle norme che regolano la tessera del tifoso (l’attuale Fidelity Card). Attualmente, secondo i dati sono ben 75.000 le tessere in Lega Pro a fronte delle 140.000 in serie B e delle 980.000 in serie A. Di per contro però c’è stato un grosso calo delle presenze allo stadio basti pensare a Pisa, dove si è passati dai 5.000 in serie D ai 3.500 di questa stagione.

La tessera del tifoso dal suo ingresso ha notevolmente abbassato le presenze allo stadio e proibito ai tifosi molte trasferte…

“La misura del buon senso è quella che noi auspichiamo. La Fidelity Card non è altro che uno strumento tecnologico molto avanzato che rivolge attenzione verso i tifosi e non li penalizza”.

E’ davvero così?

“Sì, basti pensare agli spot fatti in altri paesi europei per pubblicizzare questo strumento così criticato in Italia. La Fidelity Card rende più facile la vita del tifoso”.

In che senso?

“Potrebbe, mi riferisco ai club, essere veicolo per importanti iniziative. Uno spot potrebbe essere cambiare la tessera del tifoso per il tifoso: Bisogna cercare di recuperare le persone allo stadio”.

A Pisa ci sono stati molti casi di diffide a Pisa per la presenza di tamburi allo stadio, mentre in altri stadi un pò meno vigilanza, visto che a Pagani domenica scorsa i tamburi c’erano…

“Fatti gravi che violano le regole e bene ha fatto la Questura di Pisa a farle rispettare. Male invece hanno fatto gli altri a non rispettarle”.

A che modello vi ispirate rispetto agli altri paesi?

“A quello che rispecchia la cultura e la tradizione in Europa e che deve trovare applicazione con intelligenza nell’Unione Europea”.

L’Avvocato Penalista ed esperto in legislatura antiviolenza Lorenzo Contucci, invece pone un altra analisi rispetto al Dott. Roberto Massucci e spiega il suo punto di vista sulla tessera del Tifoso che nasce in primis, secondo lui, come interesse per le banche, i circuiti di pagamento, il Ministero dell’Interno, le aziende private e la Politica.

Perchè secondo lei questo?

“Per favorire una determinata cerchia di persone od organizzazione e creare disagio ai tifosi come noi”.

Che cosa cambia secondo lei dopo l’introduzione delle normative di legge sulla tessera del tifoso?

“Un diritto dal 1898, quello di fare l’abbonamento stagionale e di andare in trasferta è stato violato da queste norme attuali. Sono un grande tifoso della Roma, la seguo dal 1974 e ho deciso di non fare l’abbonamento per una semplice questione di principio”.

Com’è nata questa regola?

“In maniera dittatoriale, visto che il 14 agosto 2009 l’allora ministro Maroni uscì in questo modo: “Se non l’adottate, vi chiudiamo gli stadi”, rivolto a società, ministeri e tifosi. Rimasero tutti spiazzati e da lì fu l’inizio della fine”.

Qual’è stato Il risultato?

“Un drastico calo degli abbonamenti e delle presenze in trasferta dei tifosi, da quest’anno quasi azzerata”.

Qual’è il rimedio?

“Costruire uno stadio a “misura di passione”. Quello della Juventus è un nuovo impianto bellissimo, ma costruito con queste regole non è idoneo. Il rimedio sono nuovi stadi e con postazioni come in America dove il tifoso anche con un costo maggiorato sul biglietto abbia il posto per fare il tifo per la propria squadra”.

By