Susanna Ceccardi: “Primo maggio, Mateo Salvini, la democrazia”

PISA – Primo maggio, festa del lavoro. Pisa, Volterra, Milano. Tre città diverse, tre casi emblematici di come siano stati ridotti la Toscana e questo Paese nell’arco di pochi anni.

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Mentre a Volterra duecento persone trascorrono la peggiore festa dei lavoratori della propria vita, a Milano c’è chi il lavoro degli altri lo distrugge con non chalance, vandalizzando negozi e attività di chi un lavoro cerca di costruirselo giorno per giorno.

Giovedì ho partecipato in silenzio al corteo dei lavoratori di Saline di Volterra, con buona pace del Renziano di punta Antonio Mazzeo che in quell’occasione mi ha anche salutata, ma negli articoli alla stampa in cui attacca la Lega finge di non avermi vista, finge che il Pd sia parte attiva del rilancio di quell’impresa, mentre invece è concausa della rovina.

In quel corteo mesto e silenzioso ho letto sui volti degli operai il terrore di non avere speranza, di non avere futuro. Una multinazionale sceglie di chiudere un proprio stabilimento, e su questo c’è poco da discutere. Ma forse sono discutibili le scelte locali, della Regione e della Provincia, di non aver dotato la Valdicecina di un sistema viario e infrastrutturale efficiente, che potesse rendere maggiormente competitiva la valle. Pesano forse le scelte nazionali di governi che hanno deciso scientemente di far morire la nostra economia, rincorrendo una moneta troppo forte per un Paese che aveva la necessità di restare maggiormente competitivo sul mercato internazionale. La colpa forse morì fanciulla, ma attribuirla in toto a Matteo Salvini ha i toni amari della commedia tragicomica e dello scaricabarile. Il primo maggio la commedia continua, e si sposta sul litorale pisano.

Al mercato di Tirrenia era attesa la visita di Matteo Salvini, ma più di settecento antagonisti avevano promesso tramite il tam tam sui social network che il leader leghista non avrebbe potuto passeggiare tranquillamente ed incontrare la gente. “Attentato alla democrazia”, dicono. E per evitare la pericolosa passeggiata che avrebbe condotto alla deriva “fascioleghista”, avevano promesso uova, spranghe, lancio di oggetti. E’ stato solo per tutelare le mamme, i bambini, le persone che durante il primo maggio avrebbero voluto svagarsi e prendere un gelato, magari scambiando due chiacchiere con Matteo Salvini senza rischiare il pronto soccorso, che abbiamo deciso di fare un passo indietro. Annullare la visita a Tirrenia, ripiegare in silenzio su Marina di Pisa onde evitare scontri. Forse ieri davvero gli antagonisti dei centri sociali e quella parte connivente di quei sinistri politici locali che non condannano, hanno avuto la loro vittoria. Ha vinto il nostro buon senso, ha vinto la loro arroganza, ha perso il pacifico confronto, ha perso la democrazia.

Se credere nei valori della Resistenza, significa credere nella libertà di parola, nella libertà di manifestare il proprio pensiero, nella necessità di difendere chi lavora duramente e non i parassiti, credo che gran parte di quelli che si dichiarano i legittimi eredi di quel processo di liberazione dovranno prima o poi fare i conti con la propria coscienza. O con la coscienza, o con una buona parte di pisani e toscani arrabbiati, che non sono più disposti a farsi prendere in giro dalle bufale e le parole vuote di una sinistra che difende gli arroganti, i violenti e i parassiti. A tutto, o quasi, si può porre rimedio, anche in Toscana.

Susanna Ceccardi, Candidata al Consiglio Regionale della Toscana per la Lega nord.

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