Susanna Ceccardi: “Profughi padroni in casa nostra. Un conto è accogliere un conto è servire”

PISA – “Chissà cosa accadrebbe se domani a una famiglia in attesa di un alloggio popolare, magari costretta momentaneamente a stare in affitto con conseguenti salti mortali per arrivare alla fine del mese, venisse proposta una sistemazione gratuita all’interno della struttura di Piaggerta, nel verde della pineta di San Rossore.

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Chissà. Di certo ai 7 nigeriani che ieri si sono fatti trasferire a Montopoli Valdarno l’idea di alloggiare tra le mura dello stabile di Piaggerta non andava giù. Hanno protestato e si sono infuriato perchè, a detta loro, dopo un anno passato insieme ad altri migranti, erano stati divisi. Fuggono dalla guerra, i loro sono chiamati i “viaggi della speranza”, ma sembra che i profughi, in questo caso, abbiano scambiato tutto per una vacanza, in cui si vuole stare con gli amici. Non basta liberare strutture da mettere a disposizione di uomini, donne e bambini arrivati illegalmente nel nostro paese. Non basta dar loro cibo, soldi e tutto ciò che è necessario per vivere più che dignitosamente. No, dobbiamo anche preservare le amicizie. Far si che, come succede da bambini nelle scuole, il “gruppetto” di amici non si slacci mai. Sono “ospiti” a tutti gli effetti ma il buonismo sconsiderato delle istituzioni rischia di farli diventare presto “padroni” a casa nostra”

Da quando l’Italia è stata presa d’assalto dai migranti ne abbiamo viste veramente di cotte e di crude. Strutture d’accoglienza stracolme, alberghi di lusso trasformati in rifugi per profughi, sim telefoniche e sigarette gentilmente offerte dallo Stato. Ma mai prima d’ora era successo che l’accoglienza italiana venisse schifata come accaduto venerdì a Campiglia, quando un gruppo di immigrati, una volta condotti da Migliarino Pisano, dove alloggiavano in precedenza, a una nuova struttura, si sono rifiutati di scendere dal pullman dicendosi insoddisfatti della sistemazione scelta per loro. La solidarietà non c’entra più. Perché ad un aiuto non si risponde con un due di picche. La mano tesa non va rifiutata. Mai. Venerdì tutti i toscani che lavorano e sudano lo stipendio sono stati offesi. Operai in cassa integrazione e precari che vivono con la famiglia in pochi metri quadrati, che farebbero carte false per starsene in un albergo a zero spese. L’impressione è che l’accoglienza si stia trasformando sempre di più in un tappeto rosso steso ai piedi di persone che non hanno rispetto per chi si prodiga per aiutarle. La Toscana deve finirla di farsi prendere in giro. Perché c’è differenza tra “accogliere” e “servire”.

Susanna Ceccardi – Lega Nord

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