Svolta in segno negativo nella seconda metà dell’anno per il turismo in provincia di Pisa.

PISA – Dopo i dati positivi della prima parte del 2012, a partire dall’estate arrivi e presenze hanno fatto segnare un decremento che ha portato il consuntivo del periodo gennaio-settembre ad un -2,2% e -2,6%. In termini assoluti, il passivo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è stato di circa 18 mila arrivi e 75 mila pernottamenti. Il quadro completo, frutto dell’elaborazione del Centro Studi Turistici su dati dell’Osservatorio turistico provinciale, sono stati presentati dall’assessore al turismo della Provincia di Pisa Salvatore Sanzo.
“La crisi economica mondiale si fa è fatta sentire in tutta la sua forza e si manifesta in un calo sia della domanda italiana (-26 mila presenze) sia di quella straniera (-48 mila presenze) — ha spiegato l’assessore — Ma non possiamo nascondere che a livello regionale è mancata una promozione anticiclica e di politiche turistiche concrete. In altre parole solo avendo al centro della propria agenda amministrativa il turismo si può sostenere questo fondamentale comparto dell’economia toscana, la cui rendita di posizione è finita da un pezzo”.
Tra i principali mercati esteri si segnala la flessione dei turisti provenienti dalla Germania (-2,7%), dall’Olanda (-18,6%), dalla Francia (-5,2%), dal Belgio (-10,4%) e dagli Stati Uniti (-6,0%); di contro sono aumentate le giornate di presenza degli inglesi (+7,1%), svizzeri (8,3%), polacchi e in generale dei mercati scandinavi. Particolarmente negativi sono stati i risultati del mese di giugno (-5,3%), di agosto (-6,3%) e di settembre (-7,7%, ma il dato è passivo di modiche perché in corso di validazione); di contro tutto il primo trimestre e il mese di maggio hanno visto aumentare le presenze turistiche.
Il calo di presenze in questa prima parte dell’anno è stato avvertito sia dal comparto alberghiero (-57 mila pernottamenti) sia da quello complementare (-17 mila pernottamenti). Tra gli esercizi alberghieri, solamente i 3 stelle hanno contenuto la flessione (-0,4% di presenze); il calo ha invece caratterizzato in maniera più marcata i 4-5 stelle (-2,7%) e soprattutto le categorie più basse (-17,7%) e le Rta (-11,0%). Tra gli esercizi extralberghieri, sono cresciuti i flussi nei residence e nelle case vacanza, mentre campeggi e case per ferie hanno sofferto maggiormente; il saldo dei pernottamenti nei numerosi alloggi agrituristici della provincia è stato leggermente negativo (-1,9%).
L’area maggiormente penalizzata dall’andamento negativo dei flussi è stata la Val di Cecina che rispetto allo scorso anno segna un calo di presenze del 13,2% (si segnala, tuttavia, in quest’area la chiusura di un importante campeggio) . I risultati sono stati leggermente sfavorevoli per il Comune di Pisa e per il Valdarno (rispettivamente -0,5% e -0,3% di presenze), mentre la Valdera Colline Pisane (+0,4%) e l’area dei Monti Pisani (+1,9%) hanno chiuso con una crescita di presenze.
Il lavoro di raccolta dati sul settore turistico da parte della Provincia di Pisa ha riguardato inoltre le valutazioni statistiche della Banca d’Italia, che stima nei primi sette mesi dell’anno una diminuzione complessiva della spesa dei viaggiatori stranieri nella nostra provincia, passando dai 176 milioni di euro del 2011 ai 147 milioni del 2012 (-16%).
Sempre nel periodo in esame si è ridotta la durata media del soggiorno (da 3,7 a 3,5 giorni), mentre è cresciuta sia la spesa procapite per viaggio (da 293 a 298 euro) sia quella giornaliera sostenuta mediamente dai viaggiatori stranieri (da 78,5 a 84,0 euro).
Uno specifico focus è stato infine dedicato ai dati Assaeroporti sui passeggeri del G. Galilei, che nel
nel periodo gennaio -settembre 2012 sono stati 3,602 mln (oltre il 71% internazionali), con un incremento dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2011.
Secondo l’assessore Sanzo le informazioni che derivano dalle analisi dei flussi turistici dimostrano “che sia urgente da parte della Regione cambiare strategia e passo”. “Non è pensabile di non collaborare e sostenere, anche economicamente, gli operatori privati — ha concluso — E’ solo da una sinergia costante con gli imprenditori del settori che si può migliorare e potenziare l’offerta turistica in Toscana e nella nostra provincia”.

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