Tassa di soggiorno, la posizione di Confesercenti

PISA – E’ Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti, ad intervenire sulle comunicazioni che Palazzo Gambacorti ha fatto sulla tassa di soggiorno nella nostra città. Iniziando proprio dall’abusivismo.

Ci fa piacere che l’amministrazione comunale voglia usare la mano ferma nei confronti della ricettività abusiva che nella nostra città sta sempre più prendendo piede. Una piaga che abbiamo denunciato con forza anche in occasione del convegno sul turismo organizzato insieme al giornale Il Tirreno”.

Le strutture ricettive non in regola sono sommerse fino ad un certo punto – insiste Romoli -. Sommerse per la tassa di soggiorno e per il fisco, non certo per i clienti che le possono trovare facilmente sul web. Ed a proposito di web abbiamo contribuito a spiegare agli operatori il nuovo strumento telematico messo a disposizione, ma non è certo questo il mezzo per stanare gli abusivi visto che è utilizzato dalle strutture regolari. Occorrono invece controlli capillari verso il sommerso anche in considerazione del fatto che gli abusivi non solo non pagano la tassa, ma non comunicano nemmeno alla questura l’identità del cliente”.

Tassa di soggiorno che continua a non essere prevista, ad esempio, per i camperisti che soggiornano nelle piazzole apposite o addirittura in maniera abusiva nei parcheggi. “Una concorrenza sleale nei confronti dei campeggi – spiega Alessandro Burchi, presidente Assocamping Confesercenti – visto che chi alloggia nelle nostre strutture paga la tassa. Niente invece per coloro che utilizzano le aree camper, nonostante gravino sull’economia cittadina ad esempio per lo smaltimento dei rifiuti. Da circa due mesi abbiamo chiesto un incontro al Comune per definire la questione delle aree camper sul litorale, ma aspettiamo ancora la convocazione”. E’ poi Simone Romoli a tornare sulla tassa di soggiorno e soprattutto sulle sue ricadute sul turismo locale. “Noi siamo sempre stati contrari all’imposta ma, una volta che il Comune aveva deciso di andare avanti comunque, abbiamo provato a concertarne l’introduzione. Crediamo che sia ancora troppo basso il ritorno sul settore, trattandosi di tassa di scopo; solo una minima parte, ad esempio, è utilizzata per la promozione e per gli eventi nella bassa stagione. Ci sorprende la posizione del Comune – conclude il responsabile Confesercenti – che paventa la la necessità di un innalzamento del tributo per migliorare i servizi resi, a cominciare dai punti di informazione. Riteniamo che uffici dedicati al turista siano il minimo per una città come Pisa e sicuramente andrebbero garantiti senza considerare gli introiti della tassa di soggiorno”.

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