Il teatro degli Omini. In scena il 14 Dicembre al Teatro Nuovo di Pisa

Pisa – Teatro contemporaneo in scena il 14 Dicembre al Teatro nuovo di Pisa con una delle compagnie più intriganti del teatro contemporaneo italiano: Gli Omini, gruppo toscano residente a Pistoia.

Lo spettacolo vedrà una serie di “interviste a persone “normali” (realizzate in ogni parte d’Italia), che il gruppo ricuce insieme in gustosi e amari spaccati di vita contemporanea. Il loro Petì Glassè non è solo un diario orale degli italiani, ma anche un affresco dell’Italia di oggi, che proprio per la sua urgenza si erge a teatro politico.

Il teatro de Gli Omini nasce dalla gente che passa per strada. Non proprio tutta, ma quasi. Campioni. Quelli disposti a fermarsi almeno un minuto. In dieci anni di lavoro sul campo hanno così costruito un archivio di estratti vivi e parole sfuse, per rendere tradizione e memoria il tempo presente. Dieci anni di indagini territoriali, blitz anarco-antropologici, nomadismo spinto per sentire quel che si dice in giro e conoscere sconosciuti. Tastare il terreno e prestare attenzione. Cinquanta paesi toccati e centinaia di persone incontrate, ascoltate, trascritte. È arrivato il momento di restituire la voce a tutte quelle parole catturate, che a conti fatti non erano certo nate per essere scritte. Ecco perché, Petì Glassè.

Non aveva certo mai scritto l’inventore analfabeta che si adoperava per costruire un orologio con trecentotrentatremila lancette di luce. Non era fatta per la carta stampata la vergine novantenne che odiava le rondini, né il grande Moreno che non era mai entrato a teatro tranne che per intonacarlo, o la donna Rosa, vestita di rosa con la casa rosa, col cancello rosa e matta per l’archeologia, né l’uomo della notte che aveva visto la luce, solo come pochi e con gli occhiali da sole. E coniatori di parole, tenori piastrellisti, teppisti amorosi e notizie afro cubane. Di loro e delle loro parole abbiamo scritto per anni. Ora, di quella enciclopedica raccolta andremo a cantare le gesta dei più forti. E soprattutto di quelli che della loro minuscolinità hanno fatto grandezza. Così, come in un Petì Glassè.

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