Teatro Verdi. Lirica. Grande attesa per “Il Barbiere di Siviglia”

PISA – Grande attesa, al Teatro Verdi, per “IL BARBIERE DI SIVIGLIA” di Gioachino Rossini, in scena sabato 21 febbraio alle ore 20.30 (in abbonamento nella Stagione dei Concerti della Normale) e domenica 22 febbraio alle ore 16.

image

Quarto titolo del cartellone lirico di quest’anno, “IL BARBIERE DI SIVIGLIA” è la quattordicesima produzione del progetto LTL Opera Studio e i tre Teatri di Tradizione della Toscana (Teatro Goldoni di Livorno, Teatro del Giglio di Lucca e Teatro di Pisa) con il Teatro Coccia di Novara rafforzano così il loro impegno per un progetto ormai divenuto momento centrale all’interno della loro programmazione.

Fra le opere più conosciute e rappresentate di Rossini, “IL BARBIERE DI SIVIGLIA” è considerato universalmente il capolavoro del compositore pesarese nell’ambito del genere dell’opera buffa, da lui portata all’altezze supreme di quel comico assoluto e di quella “follia organizzata” riconosciuta da Stendhal come una degli aspetti più rilevanti della drammaturgia del Rossini “comico”. Assente dai cartelloni lirici toscani dal 1998, quando fu rappresentato al Verdi di Pisa, al Teatro La Gran Guardia di Livorno e al Giglio di Lucca, IL BARBIERE DI SIVIGLIA è opera molto amata, tanto che anche a Pisa, come già a Livorno e a Lucca, dove è andato in scena nelle settimane scorse, i biglietti sono esauriti da molti giorni.

Capofila di questa nuova coproduzione è il Teatro Goldoni di Livorno; questo nuovo allestimento de “IL BARBIERE DI SIVIGLIA” si avvale di tre artisti tra i più affermati nel panorama teatrale e musicale italiano, che hanno lavorato in totale sintonia: il direttore e concertatore Nicola Paszkowski, il regista Alessio Pizzech (che per Opera Studio aveva fra l’altro già realizzato nel 2009 Ascesa e caduta della città di Mahagonny di Kurt Weill e Bertolt Brecht) e lo scenografo Pier Paolo Bisleri (a cui si devono le scenografie della fortunata produzione dell’ Iris di Mascagni nel 2006).

Il cast è composto tutto da giovani cantanti, selezionati nell’ambito del progetto L.T.L.Opera Studio: nel panorama nazionale un’esperienza unica di perfezionamento e alta formazione per i giovani cantanti e per le professioni legate al teatro musicale, tanto da essere stata premiata, nel 2013, con il prestigioso “Premio Abbiati” come miglior iniziativa.
Nei ruoli principali si alterneranno così Federico Buttazzo e Bechara Moufarrej (Conte d’Almaviva), Davide Franceschini e Diego Savini (Don Bartolo), Laura Verrecchia e Alessia Martino (Rosina), William Hernandez e Carlo Checchi (Figaro), José Gabriel Morena e Eugenio Di Lieto ( Don Basilio); Máriam Guerra Chamorro e Lucia Conte (Berta). Completano il cast Massimiliano Svab e Federico Cucinotta (Fiorello), Andrea Gambuzza (Ambrogio), Eugenio di Lieto e José Gabriel Morera (Notaio), Lorenzo Malagola Barbieri (un ufficiale).

Giovane anche l’Orchestra, l’OGI Orchestra Giovanile Toscana, complesso nato da qualche decennio dall’esperienza di alta formazione della Scuola di Musica di Fiesole e che per la prima volta collabora con Opera Studio, incrementando la fisionomia di grande laboratorio musicale propria di questo progetto toscano. Questa nuova coproduzione de Il Barbiere si è subito caratterizzata per la sua capacità di esaltare la freschezza dei protagonisti, nel rispetto assoluto della musica rossiniana, ma anche di metterne in luce le capacità attoriali, grazie al lavoro approfondito e meticoloso condotto durante i mesi di stage.

Come si legge nelle note di regia di Alessio Pizzech questo Barbiere: ” è fatto di personaggi che sono pezzi di un carillon, istanti di un gioco scenico, personaggi / maschera che viaggiano funambolicamente tra l’essere guidati dalla mente del compositore ed una loro autonoma volontà di personaggio : marionette che si staccano dai fili immaginari del teatro ed impongono la loro intelligenza, il loro spudorato coraggio nell’opporsi al vecchio mondo oramai vuoto e finito.”

Per rendere fresca l’opera settecentesca, lo scenografo e costumista Pier Paolo Bisleri ha scelto un taglio legato all’immaginario degli anni ’50, ma realizzato con inserti d’epoca: “Inquartate di pelle nera e borchiate simili ai giubbotti di pelle di “Fronte del porto” di Marlon Brando. Inquartate variopinte, arancione e, volutamente, un po’ kitsch. Ispirate all’abbigliamento così “originale” usato dal cantante Liberace durante i suoi concerti a Las Vegas. Cosi per un po’ tutti …. Figaro, Rosina e Berta che daranno vita a questa nostra particolare edizione dell’opera Rossiniana …. In clima Rockabilly!”

Dal punto di vista musicale, una scommessa vinta. Come si legge su GB Opera, infatti, “Paszkowsi, alla guida di un’ottima OGI Orchestra Giovanile Italiana, centra il bersaglio riuscendo a dar forma alle astratte strutture musicali senza trascurare minimamente di proiettare il dramma. La sua lettura trasuda senso del teatro e flessibilità ritmica; è leggera, frizzante, effervescente, ma architettonicamente solida come cemento armato; gli accompagnamenti erano particolarmente ben curati”

By