Ternana, un estate tormentata: dell’addio di Panucci all’avvento di Carbone

PISA – Il Pisa torna in campo questa sera per il “recupero” della prima giornata, al “Liberati” di Terni per un confronto che, nella serie cadetta, manca dalla Stagione 1979/80, conclusasi con la retrocessione degli umbri, mentre l’ultimo precedente, in ordine di tempo, risale al 16 ottobre 2011, quando i Nerazzurri all’epoca allenati da Mister Dino Pagliari vennero sconfitti per 1-0 grazie ad una rete di Pisacane in un Torneo di Prima Divisione di Lega Pro che, viceversa, vide i rossoverdi conquistare la Promozione in Serie B.

di Giovanni Manenti

Categoria, che la Società del “Patron” Edoardo Longarini ha mantenuto per quattro Stagioni consecutive, ma che vede a rischio per l’anno in corso, non tanto per la sconfitta per 0-2 all’esordio sul campo del Cittadella, quanto per le vicende che hanno contraddistinto l’estate delle “Fere”, non certo paragonabili a quanto accaduto dalle nostre parti, ma anch’esse degne di nota, con la mancata conferma del Tecnico Breda, che pure aveva ben condotto la Squadra ad una tranquilla salvezza dopo il disastroso avvio con il conseguente esonero di Toscano, l’affidamento della panchina a Christian Panucci, affiancato da Fabrizio Larini nelle vesti di Direttore Sportivo e poi, prima di metà agosto, il clamoroso esonero del Tecnico ligure, dopo che il citato DS aveva optato per una “risoluzione consensuale” del proprio contratto, rimpiazzati entrambi da un’unica figura, vale a dire Benito “Benny” Carbone, che il 14 agosto rileva Panucci con un incarico da “Manager all’inglese” (lui che per anni ha vissuto l’esperienza da calciatore proprio in Premier League …), occupandosi, oltre che dell’Area Tecnica, anche delle mosse di mercato.

Un “terremoto societario” scatenato fa Panucci in Conferenza Stampa dopo la prima Gara Ufficiale della Stagione – Ternana-Pordenone del 7 agosto, vinta per 2-0 dai rossoverdi ai tempi supplementari – in cui dichiara il suo dissenso riguardo a varie scelte e comportamenti da parte della proprietà, attaccando più o meno velatamente l’Amministratore Unico Longarini e il Direttore Generale Capizzi, mentre la rescissione contrattuale del DS Larini è legata non solo alla tensione dei rapporti tra il Tecnico ed i vertici societari, ma anche alle perplessità in ordine alle possibilità di “fare mercato”, stante il tetto salariale imposto dal Club. Ed, in effetti, non si può certo dire che i movimenti dl mercato, incanalati secondo tali direttive, non abbiano avuto ripercussioni negative sull’Organico attualmente a disposizione di Mister Carbone, con il portiere Mazzoni tornatosene nella “sua” Livorno, rimpiazzato dal giovane Raffaele Di Gennaro, in prestito dall’Inter, ed il mancato rinnovo dei contratti in scadenza, alcuni dei quali di spessore come il difensore Luigi Vitale (accasatosi alla Salernitana …), il centrocampista Paolo Grossi (ora all’Arezzo …) e l’attaccante ex nerazzurro Fabio Ceravolo, approdato alla “matricola” Benevento.

Partenze compensate dall’arrivo di un gruppo di giovani interessanti, ma di poca esperienza, e da alcuni innesti “Over 30”, come l’esperto difensore Matteo Contini (36enne in prestito dall’Atalanta), il centrocampista trentunenne Marino Defendi, prelevato dal Bari nello scambio che ha portato in terra pugliese Federico Furlan, protagonista la scorsa Stagione di un ottimo Campionato, e l’attaccante esterno Juan Surraco, proveniente dal Lecce. Con questo “materiale umano” a disposizione, Carbone, che ha assunto le redini della squadra subito dopo l’eliminazione in Coppa Italia con lo 0-2 subito a Cesena il 13 agosto, ha messo in atto uno “schema tattico” piuttosto difensivo, con un 3-5-2 che, in effetti appare più un 3-5-1-1, dato che l’attacco si poggia sull’unica vera punta di ruolo, vale a dire l’uruguaiano Felipe Avenatti (solo cinque volte andato a segno la scorsa Stagione, dopo un più che soddisfacente Torneo 2014.15 concluso con 11 reti all’attivo …) e che, sulla scorta di quanto visto a Cittadella sabato scorso, ha già “scatenato le ire” della Tifoseria locale che accusa Carbone di proporre un 3-7-0 data la quasi nullità del reparto offensivo rossoverde.

Vero che alla “prima” mancava il talentuoso centrocampista slovacco (classe ’95) Martin Valjent, che viceversa dovrebbe essere della partita domani sera, ma l’impressione che si rileva è quella di un ambiente alquanto sfiduciato, con poco seguimento anche da parte dei “supporters” locali, circostanza della quale il Pisa dovrà cercare di approfittare anche, se non soprattutto, sulle ali del comprensibile entusiasmo che il successo sul Novara ha portato all’ambiente e provare, finalmente, ad “espugnare” il Liberati dove non solo non ha mai vinto, ma non ha neppure mai segnato, visto che l’ultimo successo in terra umbra “data” 14 marzo 1965, e fu un 2-0 conquistato sul vecchio Stadio “Viale Brin” che risultò determinante per la Promozione del Pisa in Serie B a fine Stagione.

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