“Il terremoto delle elezioni e il cambiamento politico in Italia”, se ne parla alla Sesta Porta

PISA – Oggi, lunedì 12 marzo alle ore 17, nella sala riunioni della Sesta Porta, in via Cesare Battisti si terrà un incontro pubblico per l’analisi dei risultati del voto del 4 marzo. “Il terremoto delle elezioni e il cambiamento politico in Italia”, questo è il tema sul quale si cimenteranno due politologi, Luciano Bardi, dell’Università di Pisa, e Federico Russo, dell’Università del Salento. Coordinerà l’incontro Marco Filippeschi.

“L’incontro è parte di un lavoro di approfondimento che va fatto e che faremo, con il tempo che serve – dice Marco Filippeschi, presidente dell’associazione CittàEUROPA e sindaco di Pisa – senza abbassare il profilo. Partendo da tendenze che vanno bel oltre la dimensione nazionale, nei tempi della Brexit e dell’elezione di Trump, dell’affermazione di autocrati quali Putin e Erdogan, di ascesa di movimenti nazionalisti e razzisti in Europa. Il voto si deve leggere in un orizzonte ampio. Naturalmente, ci sono le specificità italiane che devono interrogare tutti i cittadini progressisti, fuori da ogni schema precostituito, da nuove rimozioni e da ripicche. Gli errori compiuti si sono pagati carissimi con perdite largamente annunciate. Ha valso l’incapacità di leggere i cambiamenti e di rispondere, con politiche di governo, alle emergenze più sentite dalle fasce di popolazione meno protette per reddito e per cultura. Giusto che chi ha avuto più responsabilità se ne assuma, oggi, con i radicali cambiamenti necessari. Ma i cambiamenti non saranno radicali, non ci sarà nessuna svolta, senza un analisi forte e un dibattito collettivo, molto largo, non fra i pochi che oggi sono già impegnati. Serve un bel bagno di umiltà”.

“Anche l’analisi del voto locale sarà interessante – sottolinea Filippeschi – perché ci sono tendenze nazionali omogenee e chiarissime nella distribuzione dei consensi, territoriali, per reddito, livello d’istruzione e età. Lo stesso vale per il flussi elettorali, che possono dimostrare motivazioni nette. Sarà utile valutare con chi fa ricerca e poi non fare come dopo le elezioni Europee e il referendum costituzionale, quando le analisi degli esperti sono state sottovalutate o rimosse con arroganza”.

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