“Ti racconto un altra storia”: lo stato della cultura nella democrazia reale

PISA – Nella mattinata di martedi’ 11 giugno presso le strutture del circolo agorà di via Bovio 48 a Pisa, è stata presentata agli organi di stampa la giornata in difesa della cultura e delle biblioteche “Ti racconto un’altra storia”.

Lo stato della cultura nella ‘democrazia reale’ del secolo XXI”, in programma venerdì 14 giugno (ore 15.30, Stazione Leopolda Pisa).

Presenti alla conferenza stampa il Presidente del circolo agorà Cinzia Della Porta, la responsabile della Biblioteca Provinciale di Pisa Milvia Dabizzi e gli allievi del corso di formazione per operatore culturale promosso dalla Provincia di Pisa con i finanziamenti del Fondo Sociale Europeo.

“Obiettivo centrale della giornata – dichiara Cinzia Della Porta – è quello di mettere in pratica i propositi che sottostanno alle normali attività svolte dal circolo durante l’anno. La scuola, l’università, la ricerca e la cultura sono continuamente soggette a tagli e riduzioni di budget; non è questa la società in cui vogliamo stare. La nostra idea di cultura ha una finalità diversa, non determinata dal consumo o dall’economia, ma dall’uomo e dalle sue relazioni”.

Tra gli allievi del corso OpeCult (che hanno costituito parte attiva nella realizzazione dell’evento), prende la parola Jeremias Cornejo che sottolinea come “un altro modello di cultura sia effettivamente possibile. Durante la tavola rotonda in programma dalle 17, parleremo anche dell’ALBA (Alleanza bolivariana per le Americhe), che in America Latina, propone un modello di cultura sganciato dal profitto”.

La responsabile della Biblioteca Provinciale di Pisa Milvia Dabizzi conclude: “Anche se la politica mette sempre al centro la cultura definendola come possibile motore di sviluppo, la realtà dei fatti è differente. Ad esempio, la Bilbioteca Provinciale pur fornendo un servizio alla comunità, si trova a dovere fare i conti con la crisi della finanza pubblica che destina sempre meno risorse alla cultura. In oltre, il prossimo riordino delle Province pone la Biblioteca in una situazione di incertezza. L’auspicio e che si possa aprire un confronto con le istituzioni cittadine, affinché la Biblioteca Provinciale non venga smembrata e che rimanga un patrimonio di tutta la città”.

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