Tifosi allo stadio, l’Andes: “Evitiamo effetto discoteca. Serie B e Lega Pro senza pubblico non stanno in piedi”

PISA – “Bene la decisione di riaprire gli stadi, ma bisogna evitare l’effetto discoteca, ossia la riapertura di luoghi con alta densità che poi vengono chiusi subito dopo”. Così Ferruccio Taroni, presidente dell’A.N.DE.S, l’Associazione Nazionale Delegati alla Sicurezza che raccoglie gli oltre trentamila steward e Delegati alla Gestione Evento (Dge) di tutta Italia, in merito alle più recenti decisioni del governo sulla riapertura degli stadi e dopo la prima giornata di serie A.

Mille tifosi. “La situazione è molto complessa – spiega Taroni – perché al momento è arrivata la decisione di aprire le strutture a mille tifosi. Ma mille tifosi a San Siro non possono avere lo stesso impatto che hanno per esempio, a Carpi. Sono strutture completamente diverse che hanno mezzi differenti per poter accogliere mille tifosi. Si crea quindi una situazione non equa per cui si dovrebbe invece lasciare più spazio ai tecnici che hanno modo di verificare caso per caso sul territorio. E’ impensabile ragionare solo sulla carta, soprattutto quando ci sono situazioni che coinvolgono così tanti attori. In tutto questo poi, le Regioni hanno la possibilità di legiferare per conto proprio, creando divergenze che complicano il lavoro di chi deve organizzare la sicurezza: in alcuni stadi la distanza tra tifosi deve essere calcolata tra i seggiolini, in altri tra le spalle dei tifosi, in altri ancora il metro di distanza deve essere considerato tra la bocca dei due tifosi”.

Come finirà. “Di sicuro la riapertura degli stadi è un fattore positivo, ma non si dovrà ripetere l’effetto discoteca, con gli spazi chiusi di nuovo dopo la riapertura. Anche perché la serie B e la Lega Pro senza tifosi non si reggono in piedi dal punto di vista economico. Come andrà a finire? Una svolta arriverà probabilmente il 15 ottobre, quando finirà lo stato di emergenza dovuto al Coronavirus: vedremo a quel punto quali saranno le decisioni del governo”.

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