Tortura. Siulp-Pisa, dissenso per esposizione poliziotti a gravi ripercussioni e preoccupazione per sicurezza cittadini

PISA – Con l’approvazione della legge che introduce il reato di tortura, il SIULP-PISA ritiene si sia concretizzato una vera e propria persecuzione nei confronti delle Forze di Polizia del nostro Paese che sembrerebbe alimentata ed infarcita più da preconcetti ideologici di altri tempi che dalla ricerca di una emancipazione del nostro diritto penale.

Il SIULP-PISA non può non sottolineare che il testo sia differente da quello inizialmente proposto, che somigliava ad una vera ghigliottina nei confronti di chiunque operasse in nome dello Stato per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica e per la tutela delle istituzioni democratiche, ma non può non manifestare il totale dissenso nei confronti di un provvedimento che espone i servitori dello stato al serio e concreto rischio di essere perseguiti ogni qualvolta che, per arrestare ogni forma di violenza contro la collettività ovvero che mina le fondamenta delle istituzioni democratiche, utilizza la forza per adempimento del proprio dovere e nel rispetto del giuramento di fedeltà e lealtà nei confronti dello Stato.

Il SIULP-PISA, primo sindacato di polizia, a nome della stragrande maggioranza dei poliziotti si fa portavoce degli stessi che si sentono e saranno fortemente condizionati nell’adempimento del loro dovere poiché saranno ancora più esposti al rischio di denunce e di lunghi processi che dovranno affrontare da soli e con le loro poche risorse economiche di cui dispongono, il tutto solo per aver fatto il loro dovere. La Polizia italiana per il SIULP-PISA è sana e democratica, al punto tale che le condotte censurabili dei pochi sono state sempre perseguite e condannate in sede giudiziaria anche quando hanno visto la responsabilità ad alto livello dell’amministrazione.

La vera preoccupazione, ad avviso del SIULP-PISA è che in un momento così particolare per il paese tale condizionamento possa determinare ripercussioni per la sicurezza dei cittadini e delle istituzioni democratiche, poiché tale norma, rappresenta una clava da brandire contro i poliziotti e le forze dell’ordine, finendo per creare ancora una volta, anche involontariamente, delle forti interferenze ed ingerenze non consentendo alle donne ed agli uomini in divisa di operare al meglio per garantire la sicurezza di tutti i cittadini.

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