Toscana Aeroporti su handling security e contratto collettivo aziendale

PISAToscana Aeroporti ha presentato una serie di iniziative alle Organizzazioni Sindacali con l’obiettivo da un lato di avviare una normalizzazione della gestione operativa in linea con le altre società del settore attraverso la societarizzazione e l’uscita dalla gestione dell’handling e all’esternalizzazione dei servizi di security e dall’altro di avviare un processo teso ad assicurare equità all’interno del Gruppo attraverso una ricontrattazione dei contratti collettivi aziendali.

Tutte questa attività avranno come obiettivo primario il mantenimento del livello occupazionale attuale.

Obblighi normativi e fattori esterni rendono infatti improcrastinabile l’avvio e la realizzazione del progetto di creazione di una società di handling e dell’uscita guidata dalla sua gestione. Sul fronte normativo, Toscana Aeroporti e i 2 scali gestiti hanno ormai da tempo superato i 2 milioni di passeggeri, soglia la minima oltre la quale la legge obbliga le società ad avviare la liberalizzazione dei servizi di handling, rendendo tale decisione non più rinviabile.

Toscana Aeroporti è inoltre uno degli ultimi aeroporti in Italia, nonché l’ultimo tra le società quotate in Borsa a gestire ancora l’handling che, peraltro, presenta un costo di personale troppo elevato rispetto al mercato. A questi aspetti si sommi anche la richiesta di Enac di trovare una società separata nella gestione dell’handling in occasione del prossimo rinnovo del certificato.

Per quanto riguarda la security, che presenta un elevato costo del personale e non garantisce efficienze gestionali, il progetto di Toscana Aeroporti è legato a motivi organizzativi e di efficienza e ha l’obiettivo di avviare un’uscita guidata dalla gestione diretta del servizio Security presso l’aeroporto di Pisa, come già avvenuto con soddisfazione presso l’aeroporto di Firenze e in diversi altri scali italiani.

Al fine quindi di ottemperare alle richieste normative e di continuare ad assicurare la competitività delle società in un mercato sempre più complesso e competitivo, si rende necessario ricorrere all’affidamento di questi servizi all’esterno.

Si rammenta peraltro che in seguito alla fusione delle due società di gestione degli aeroporti di Pisa e Firenze furono salvaguardati, non senza sacrifici e con un significativo impegno da parte delle funzioni societarie preposte, tutti i posti di lavoro, confermati tutti gli accordi integrativi esistenti e, dal 2015 a oggi, sono cresciuti l’occupazione e i contratti a tempo indeterminato.

Al fine invece di assicurare equità interna, semplificazione della gestione e una più corretta allocazione delle risorse nell’ambito di un Gruppo che è nato dalla fusione di due società – ognuna con la propria storia e i propri accordi integrativi con le conseguenti difficoltà gestionali e disparità di trattamento a parità di prestazione – Toscana Aeroporti ha presentato alle Organizzazioni Sindacali un progetto di armonizzazione dei trattamenti dei dipendenti dei due scali di Pisa e Firenze.

Quanto sopra rientra all’interno del più ampio percorso di semplificazione ed efficientamento gestionale del Gruppo.

Per raggiungere i risultati attesi e poter attuare affrontare i 3 progetti sopra descritti (ricontrattazione dei contratti collettivi aziendali, scorporo/cessione handling e gara d’appalto PSA/FLR congiunta per esternalizzazione di tutto il processo di Security), Toscana Aeroporti auspica di avviare nei prossimi mesi un confronto costruttivo con le Organizzazioni Sindacali senza essere costretta a esercitare il recesso degli accordi esistenti.

In particolare, nella scelta degli operatori specializzati per le attività di Security e di Handling, e quindi nella valutazione delle offerte, Toscana Aeroporti valuterà come elementi qualificanti, prima ancora dell’eventuale corrispettivo, la solidità finanziaria e patrimoniale, l’impegno verso la stabilità occupazionale, e per quanto possibile economica, e, infine, il mantenimento di standard qualitativi elevati, per evitare fenomeni di «dumping» del servizio, a danno della propria clientela.

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