Toscana Aeroporti. PRC: “La Regione contrasti e non avalli questa follia”

PISA – Vicenda esternalizzazioni in Toscana Aeroporti. Rifondazione Comunista esorta la Regione a contrastare e non avallare questa follia. “Si ritiri il piano presentato e non ci si nasconda dietro norme per dare disco verde alla scelta unilaterale del privato“, si legge in una nota.

Il passaggio di oggi in Consiglio Regionale sul tema potrebbe rivelarsi davvero fondamentale per la tutele, per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per questo per Rifondazione Comunista non sono accettabili prese di posizione e o mozioni che non chiedano esplicitamente da parte della Regione Toscana, fra l altro socia azionista di Toscana aeroporti il ritiro del progetto presentato dalla società.

Ribadiamo che tale progetto di riorganizzazione è frutto di una scelta aziendale dettata dalla volontà precisa, in difesa di interessi speculativi, e non può trovare alcuna giustificazione sia di carattere normativo che tantomeno economico, visto gli ingenti profitti conseguiti anche nell’anno corrente dalla società. Si tratterebbe quindi di un avallo politico istituzionale inaccettabile, altro che rispetto di norme europee.

Ci appelliamo alle forze rappresentate in Consiglio affinche i posti di lavoro e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori – che in questi anni con la loro professionalità hanno concorso da protagonisti al successo commerciale di Toscana aeroporti fornendo anche un servizio qualitativamente alto ai fruitori degli scali – non siano messe a rischio da opportunismi o logiche surrettiziamente legate al rispetto di vecchie normative mai applicate e non rispondenti all’ attuale stato giuridico della società. Insomma non ci nascondiamo dietro a norme del genere per avallare una scelta – scellerata – di un privato. Un istituzione dovrebbe fare esattamente il contrario!
E’ imprenscindibile, infatit, che le decisioni assunte dai consigli facciano riferimento esclusivamente all’interesse generale, al dettato costituzionale e al rispetto dell’articolo 41. E certo non ci fermeremo, nel contrasto, nel coinvolgimento di realtà politiche e sociali, e nella mobilitazione contro questa scelta, alla nota di oggi

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