Toscana Architects, presentata la mostra dedicata ad Adolfo Natalini

PISA – Del ciclo “Toscana Architects”si è inaugurata, lo scorso 20 maggio, la mostra dedicata ad Adolfo Natalini, uno dei maggiori architetti italiani che ha realizzato, fra le sue opere più recenti, il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, lo scala di ponente degli Uffizi, ed il quartiere Ville Urbane a Pisa.

La particolarità dell’esposizione è quella di utilizzare, per illustrare le architetture, esclusivamente la visione di video, filmati dal 1972 ad oggi. “Esporre l’architettura è sempre problematico: le architetture sono irremovibili (radicate nei luoghi) e si rivelano solo agli abitanti o ai visitatori affezionati. Di solito si espongono disegni, fotografie, modelli…ma noi abbiamo messo insieme una serie di filmati ed interviste filmate che possono essere disposte lungo le scale che s’inerpicano sul fianco del Palazzo Comunale (cercando di arrivare finalmente sopra le Logge!) come una conversazione continua tra rampe e pianerottoli”. L’ultimo video della mostra dedicato ad Adolfo Natalini, curato da Roberto Pasqualetti, con la collaborazione dell’associazione LP, è stato realizzato nel 2015 a Novoli, agli Uffizi ed al Salviatino e sarà visibile anche sul canale Youtube delle Edizioni ETS.

TOSCANAARCHITECTS è un ciclo di mostre dedicate al lavoro di architetti toscani di fama nazionale, che intende affrontare, prendendo a modello la Toscana, apprezzata in tutto il mondo per la bellezza del suo paesaggio, il rapporto fra i temi della tutela e quelli dello sviluppo sostenibile del territorio italiano. Sono stati fin’ora coinvolti gli architetti: Massimo Mariani(Pistoia) – Francesco Tomassi(Pisa) – Vittorio Giorgini (Grosseto), Pietro Carlo Pellegrini(Lucca) – Augusto Mazzini(Siena) – Claudio Nardi(Firenze).

“Il paesaggio è costituito dalla sommatoria dell’ambiente naturale e delle opere dell’uomo e l’uomo è sempre stato guidato, nel suo lavoro di adattamento, non dalla riduttiva idea di integrarsi con l’ambiente, ma da quella artistica di completarlo, utilizzando gli aspetti naturalistici favorevoli per creare condizioni di vita possibili e giuste, e quindi ispirate alla bellezza”.

Gli architetti in mostra, attraverso l’esposizione delle loro opere, dimostrano la dialettica possibile tra i temi della conservazione e quelli del cambiamento. Ogni loro nuovo atto progettuale si confronta con un territorio così antropizzato, un fatto urbano così stratificato, da rendere pressoché impossibile la concezione di un edificio come oggetto autonomo. Il luogo non è solo un “dato” del progetto, quanto piuttosto un materiale vivo da trasformare in una nuova configurazione. E questa premessa è’ l’approccio particolare al tema progettuale dell’architetto italiano, è un modus operandi insito nella sua formazione, ancor prima che scolastica, umana, perché il conseguente risultato edilizio di questo modo di pensare, è proprio il luogo in cui vive, frutto di secoli di continue stratificazioni, addizioni e sostituzioni, che hanno modellato l’ambiente della nostra vita quotidiana.

By