Trascrizione matrimonio cittadini dello stesso sesso, Nocchi: “Sostegno e soddisfazione”

PISA – Esprimo sostegno e soddisfazione per la decisione del sindaco Filippeschi riguardo alla firma sull’atto di trascrizione del matrimonio celebrato all’estero fra due cittadini dello stesso sesso.

Pisa è da sempre in prima linea sul fronte dei diritti civili, aspetti non secondari a niente e a nessuno. Credo fermamente che non sia più possibile limitarci alle rendite di posizione, alla difesa delle conquiste degli anni 70 o ad una elencazione di problemi che riproponiamo, da tempo irrisolti: occorrono un salto di qualità, la lungimiranza per una scelta ormai improcrastinabile, il coraggio di andare avanti senza lasciare nessuno indietro.

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Esistono cose per le quali non dovrebbe essere neanche necessario aprire un dibattito. E sono i diritti inalienabili del singolo in quanto, prima di tutto, persona, diritti che trascendono genere, sesso o religione; diritti che vanno, o quantomeno dovrebbero andare, al di là della dicotomia destra-sinistra. Diritti il cui riconoscimento, in un paese civile quale io ritengo sia l’Italia, non è più scusabile rinviare.

Ma accanto al coraggio degli amministratori serve l’azione del Governo, per dare seguito il più velocemente possibile all´approvazione di norme sulle unioni civili che consentano alle coppie omosessuali di accedere a tutti i diritti (dalla reciproca assistenza all´eredità, all´accesso ai servizi, alle possibilità di adozione) di cui godono le altre forme di convivenza.

Siamo arrivati ad un punto in cui c’è un superamento della coscienza diffusa nella società rispetto alle decisioni politiche. Un segnale chiaro che ci dice che non è più possibile rimanere immobili.

Sono troppi i ritardi che l´Italia ha accumulato su questi temi nei confronti dell´insieme dei paesi più avanzati, mentre sono maturi i tempi in cui uno stato democratico ha il dovere di garantire diritti di questo tipo, anche nel caso di dover tutelare delle minoranze.

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