Triathlon, permesso negato a dieci giorni dalla gara. E gli organizzatori si infuriano

PISA – Sabato 26 aprile era tutto pronto perché Pisa diventasse il teatro di un evento sportivo, una gara di Triathlon di rilievo internazionale.

Oltre 450 atleti, tra amatori, appassionati, cultori iscritti dall’Italia e da tutto il mondo, pronti a scendere a Pisa, e poi tanti testimonial, una squadra di 200 volontari, alberghi prenotati, eventi culturali, musicali e di intrattenimento a corredo per il 25, 26 e 27 aprile. Ma a dieci giorni dalla corsa l’amministrazione comunale non concede più i permessi. E la gara di triathlon non si farà più.

Patrocinio Si, manifestazione No – A raccontare questa vicenda unica e paradossale nel suo genere è Nicola Pratesi, giovane amministratore della Phisio Sport Lab Asd, la società che di fatto aveva organizzato l’intera corsa di triathlon “PhisioMan”. Nicola Pratesi parla con grandissima amarezza mista a incredulità: “E’ un anno che lavoriamo su questo evento, che sarebbe stato un fiore all’occhiello per la nostra città. Pubblicizzata presso oltre 60 milioni di persone nel mondo, ripreso e trasmesso da una emittente di SKY Sport HD,un evento unico nel suo genere, che vedeva la presenza tra gli atleti anche di un pilota di Formula 1 Jules Bianchi e di altre eccellenze, persino filmato grazie ad uno sponsor per la bellezza dei luoghi attraversati, il video poi sarebbe stato promosso in tutto il mondo. Un circuito fantastico, da Tirrenia e Marina fino al centro storico di Pisa, passando per i Lungarni, compreso l’attraversamento di piazza del Duomo. Dopo un anno di lavoro, di contatti, di incontri, di soluzioni e controdeduzioni tecniche, con l’input e l’avallo dello stesso assessore allo sport, come dimostrano i patrocini di comune di Pisa, Regione Toscana, Coni Toscano, ottenuti già a fine 2013, lo scorso martedì una laconica mail di Sepi ci comunica che la manifestazione non potrà svolgersi perché impossibile coniugare le necessità della manifestazione con quelle della viabilità generale del fine settimana”.

Danni materiali e di immagine – Tutto era stato pensato e organizzato a puntino, compreso le riunioni con i commercianti e la nostra massima disponibilità – conferma Pratesi, travolto suo malgrado da un danno di immagine difficilmente calcolabile: “Danni materiali per migliaia di euro sul materiale e i servizi già acquistati (magliette, pettorali, zaini, servizi di cronometraggio, consulenze tecniche, comunicazione, promozione, sito). Ma ancora peggio il danno di immagine per la mia società, le disdette di prenotazioni per gli alberghi, i rimborsi, l’immagine stessa della città compromessa a livello internazionale”.

Abbandonati al nostro destino – Il messaggio e la denuncia sono chiari: “E’ mancata la volontà dell’amministrazione comunale e dell’assessore allo sport di portare fino in fondo un progetto di turismo sportivo avviato e condiviso sin dall’inizio. Io sono un giovane imprenditore, che con grande generosità si era messo a disposizione per un progetto di turismo sportivo utile alla città. Così, siamo stati completamente abbandonati. Abbiamo affidato l’incarico ai nostri legali al fine di accertare eventuali responsabilità e valutare le azioni esperibili a tutela dell’associazione stessa danneggiata dall’annullamento dell’evento”.

Duro anche il commento di Federico Pieragnoli Direttore ConfcommercioPisa: “Penso che una cosa del genere difficilmente sia accaduta altrove. Un lavoro di un anno, vanificato dalla decisione di una amministrazione comunale che da un lato non ha capito fino in fondo l’interesse di questa manifestazione, dall’altro ha atteso gli ultimissimi giorni della gara, prima di esprimere un parere negativo. Tanto più dopo aver concesso a fine 2013 il patrocinio morale!! Sembra di essere su Marte, invece siamo a Pisa dove, oltre questo fatto specifico, la considerazione del lavoro, della fatica, dell’impegno e della professionalità dei nostri imprenditori viene così malamente ripagata, mentre idee, opportunità e progetti di rilancio vengono gettati alle ortiche. Esprimiamo il nostro dissenso più assoluto verso questo modo inaccettabile di operare e di trattare gli imprenditori”

SOTTO NICOLA PRATESI

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