Turismo. Nannipieri attacca: “Pisa ha numeri da serie C”

PISA – Il critico d’arte Luca Nannipieri accusa la città di Pisa di avere, sul turismo, cifre da serie C.

A Pisa il turismo internazionale non c’è. Non lo dice un politico fazioso, lo dicono i numeri, e i numeri sono impietosi, da secca bocciatura. Piazza dei Miracoli e Palazzo Blu sono le sole realtà che competono sullo scenario nazionale e internazionale. Il resto scompare. Mentre Matera, Urbino, Mantova, Padova, Brescia, Trieste, Ravenna sanno promuoversi come città, come brand città, ampliando considerevolmente economia, commercio, lavoro, competenze, progettualità, ristorazione, filiera alberghiera, guide turistiche, applicazioni tecnologiche su ipad, smartphone e tablet, Pisa non esiste fuori da Piazza dei Miracoli (che non è di pertinenza comunale o statale) e dalle stanze di Palazzo Blu (che non è di pertinenza comunale o statale). A Pisa funziona turisticamente tutto ciò che non è gestito dal Comune o dallo Stato. Mentre milioni di turisti affollano la Torre, capolavori inauditi giacciono non visitati al Museo statale di San Matteo (7.951 visitatori paganti in un anno, cioè 21 miseri al giorno, 2 visitatori ogni ora! fonte Mibact). Il Museo Nazionale di Palazzo Reale ha numeri da chiusura: 1960 visitatori paganti all’anno, cioè 5 visitatori al giorno, fonte Mibact). Quale bar vivrebbe con 5 caffè al giorno? Quale pizzeria vivrebbe con 5 pizze sfornate al giorno? Finora i politici a Pisa hanno vissuto con la garanzia che tanto ci pensava la Torre a richiamare turismo. Questo è primitivismo culturale e i numeri, forniti dal Ministero dei Beni Culturali, sono un de profundis per l’amministrazione attuale che dovrebbe, lavorando sinergicamente con il Mibact, aumentare i visitatori che invece, nella competizione toscana, sono da serie C. Il Ministero, nell’ultimo anno rilevato, ha ufficializzato questi dati sui musei statali su singola provincia: Firenze (4.228.801 paganti), Livorno (90.366), Arezzo (79.998), Siena (27.497) e infine Pisa (24.101). Che cosa significano questi numeri? Che Comune e Stato non hanno lavorato per rendere competitiva la proposta museale della città e renderla percepita su scala perlomeno italiana, se non internazionale. Il futuro sindaco di Pisa deve dare una forte sterzata alla cultura e al turismo.

Prossimamente avanzerò 20 proposte per il prossimo sindaco per far entrare Pisa nella serie A del turismo e della cultura. Non sono proposte che cadono dalla luna, ma sono il frutto di comparazioni e studi specifici tra le città italiane ed europee che, invece di dormire, hanno vinto la sfida del turismo e del commercio”.

 

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