“Tutti dobbiamo contribuire a salvare la Chiesa di San Francesco”. L’appello del Sindaco Filippeschi ai Cittadini

PISA – Si è tenuta stamane, presso il Comune di Pisa, alla presenza del Sindaco Marco Filippeschi, l’Assessore ai Lavori Pubblici Andrea Serfogli, Padre Tommaso Rylko – Amministratore Parrocchiale di San Francesco – e la Dr.ssa Anna Grazia Fogli, in rappresentanza della Comunità Parrocchiale, una breve Conferenza Stampa al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica cittadina per risolvere la difficile situazione della Chiesa di San Francesco.

di Giovanni Manenti

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Come molti già sapranno, la Chiesa è chiusa dallo scorso aprile per rischio di crollo del tetto, il quale è il primo ad aver bisogno di essere completamente rifatto, per una spesa intorno ai 2 milioni di Euro ed, in tale ottica, occorre cercare di acquisire le sovvenzioni statali messe a disposizione dal Governo con delibera del CIPE del 1° maggio, che ha stanziato 1 miliardo di euro per il recupero del Patrimonio Culturale in Stato di degrado, anche se, sinora, di detta cifra, alcuna somma è stata destinata alla nostra città.

Ma c’è un altro aspetto, come ha sottolineato il Sindaco Filippeschi, da tenere in considerazione, e cioè che “di tale somma, la quota di 150 milioni è a disposizione delle richieste dei cittadini, che dovranno segnalare le strutture bisognose di restauro e le relative caratteristiche. Per far ciò occorre inviare una email all’indirizzo bellezza@governo.it. Tenuto dell’importanza e dell’elevato valore storico, artistico ed architettonico della Chiesa di San Francesco, la speranza è che tali richieste giungano numerose affinché le competenti funzioni governative possano verificare la priorità dell’intervento prospettato rispetto ad altre soluzioni alternative”.

Al riguardo l’Assessore Serfogli ha precisato come “l’intervento di rifacimento del tetto abbia una priorità assoluta per consentire la riapertura della Chiesa ai fedeli, ma non solo, stante anche la meta turistica della stessa, essendovi custodite le spoglie del Conte Ugolino Della Gherardesca, e che comunque deve essere inquadrato in un’ottica di recupero complessivo dell’immobile, avendo bisogno di restauro anche il chiostro, il campanile, la vetrata, la facciata ed il convento. Ecco perché è importante sensibilizzare al massimo l’opinione pubblica affinché si faccia parte diligente nel “far sentire” la propria voce a livello centrale attraverso l’invio delle citate email – il cui termine scade il prossimo 31 maggio 2016 – affinché l’apposita commissione possa valutare le varie proposte e la fattibilità delle stesse e sottoporle per l’approvazione, dato che il decreto di stanziamento è previsto per il 10 agosto 2016. Ovviamente – ha proseguito Serfogli – non è dal numero di email ricevute che viene assunta la decisione, ma più cittadini evidenziano uno stato di particolare disagio e maggiori possibilità di riuscita vi sono. Anche perché, nel caso in questione, lo Stato andrebbe a finanziare un’opera di restauro che le appartiene, essendo di proprietà demaniale, pur se la gestione è di competenza parte della Sovrintendenza e parte del Comune. Al riguardo, – ha concluso Serfogli – nel giro di pochi giorni, forse già da domani, sulla “Home Page” del Sito del Comune di Pisa sarà disponibile uno “schema base” della testo da inviare, condiviso con la Sovrintendenza, al fine di favorire coloro che vorranno aderire a quanto richiesto”.

Per ultimo, ha preso la parola Padre Tommaso Rylko che, annunciando con una punta di commozione come oramai sia lui che gli altri frati polacchi siano in procinto di andarsene, venendo sostituiti da altri “Francescani” italiani, ha comunque “tenuto a ringraziare tutti coloro che hanno preso a cuore la grave situazione della Chiesa di San Francesco, sperando in una positiva soluzione delle problematiche esistenti, anche perché tutti i giorni mette a disposizione una “Mensa dei Poveri” che sfama dalle 35 alle 40 persone e che, in caso di ulteriore degrado e chiusura del chiostro, anche tale servizio andrebbe a cessare”.

Forza, dunque, cittadini pisani, una email non costa niente e può viceversa servire a salvare un patrimonio artistico, culturale e di fede della nostra città ..!!

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